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Bartezzaghi lancia l'allarme apostrofi

Su repubblica.it lo scrittore Stefano Bartezzaghi fa sentire la sua voce e corre in difesa del dimenticato apostrofo. Sebbene i puristi lottino per difenderne l'uso corretto, Gran Bretagna, Stati Uniti e ora anche il nostro Paese sembrano avergli detto addio. "Anche noi, nel nostro piccolo - scrive Bartezzaghi - abbiamo una questione di apostrofi. I media di scrittura hanno in antipatia tutto ciò che esorbita dal carattere alfabetico, e così sms, e-mail e indirizzi di siti web pullulano di 'cè' anziché 'c'è'; di 'pò' anziché 'po''; di 'mò vengo' o 'a mo' di...' anziché 'mo' vengo' e 'a mo' di'; di 'non centra niente' anziché 'non c'entra niente'. I vari 'dì qualcosa, fà presto, stà zitto e và via', spesso del tutto normalizzati con 'di qualcosa, sta zitto, fa presto e va via'. In ognuno di questi esempi l'accento è sempre sbagliato, il caso nudo e crudo non è più considerato scorretto ma l'apostrofo ci vorrebbe per segnalare che all'imperativo è caduta la sillaba finale".

Lo scrittore afferma poi: "Meno macroscopiche e più controverse le fattispecie di 'buon amica' anziché il corretto 'buon'amica' o 'pover uomo' anziché 'pover'uomo': su questi anche la Crusca discute. Anche da noi è presente la controtendenza che aggiunge apostrofi dove non ci vogliono. Pittoresco, per la sua diffusione, il caso di 'qual'è'; ma si leggono anche dei 'c'è n'è abbastanza'". E' vero anche che al giorno d'oggi la lingua ha subito delle modifiche in conseguenza degli strumenti utilizzati per scrivere. A tal proposito Bartezzaghi sottolinea: "Spessissimo poi, a causa della mancata collaborazione delle tastiere e dei programmi di scrittura, si è costretti a usare l'apostrofo in luogo del segno di accento: 'Là non c'e'". Ma lo scrittore incalza: "È infine inqualificabile l'usanza di trascrivere i discorsivi 'ci hai sonno?' e 'ci avevo fame' come 'c'hai sonno?' o addirittura 'ch'avevo fame'. È che l'apostrofo, oggi, è un po' come le quattro frecce dell'automobile: si mette e si toglie quando non si sa bene cosa dobbiamo segnalare al prossimo, e come. L'apostrofo è insomma un bacio rosa fra le parole 'c'entro (qualcosa) o non centro (la soluzione giusta)?'".

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