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Bartolomeo Gagliano: ricerche con Intelligence, false identificazioni al Pronto Soccorso e nuove testimonianze: "Con me è stato un signore"

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di Simone Rausi

Continuano le ricerche di Bartolomeo Gagliano, il serial killer di 55 anni, autore di tre omicidi, evaso dal carcere di Marassi durante un permesso premio. Setacciate strade e autostrade con elicotteri e apparecchiature di Intelligence. Nel frattempo nuovi aggiornamenti arrivano da alcuni testimoni e dai familiari dell’evaso.

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Ieri notte, alcuni medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lavagna, hanno chiamato i Carabinieri perché convinti di aver visto il killer Gagliano. Gli agenti del Nucleo Investigativo e quelli della Polizia Penitenziaria hanno messo al setaccio le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso. In effetti i tratti somatici dell’uomo identificato dai medici sono molto simili a quelli di Gagliano ma l’ipotesi che si tratti veramente del serial killer 55enne sono al momento escluse. Il nipote del latitante ha rilasciato questa mattina una dichiarazione, una sorta di appello nei confronti dello zio: “Costituisciti, non fare del male a nessuno, torna a casa, ti aspettiamo”. Secondo il ragazzo, l’uomo sarebbe andato fuori di testa dopo la negazione di un permesso richiesto per Natale.

Già, “permesso premio” e “pluriomicida” sembrano parole incompatibili da pronunciare nella stessa frase. “È comprensibile che l'opinione pubblica sia scandalizzata per quanto accaduto, ma bisogna tenere conto che il problema carcerario esiste e tenere conto del volume di questi provvedimenti». Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce. Secondo il giudice del tribunale di sorveglianza Daniele Verrina, il permesso sarebbe stato rilasciato su basi legittime, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo “una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico”.

Bartolomeo Gagliano era uscito per andare a trovare la madre ma la stessa, raggiunta dagli organi di stampa, ha negato di sapere dove si trovi il figlio e ha chiesto di essere lasciata in pace in quanto “anziana e malata”. Nel frattempo spuntano nuove testimonianze che dipingono il killer Gagliano in modo sorprendente. “Con me quello là è stato un signore, si è comportato bene e durante il viaggio ha sempre tenuto la pistola in tasca», ha detto Maurizio Revelli, il panettiere sequestrato da Bartolomeo Gagliano. “Quando era dentro difendeva gli agenti di polizia penitenziaria dagli altri detenuti, socializzava con tutti” dicono fonti interne all’istituto penitenziario.

Dov’è ora Bartolomeo Gagliano? Le prossime ore saranno cruciali.

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