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Base Usa, Bertinotti contro Prodi

"Ogni atto che va nella direzione della pace, compreso l'impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa".
Così Fausto Bertinotti ha commentato la scelta di Prodi di approvare il raddoppio della base Usa a Vicenza.
Nell'area dell’aeroporto civile "Dal Molin" sorgeranno alloggi e infrastrutture per ospitare 2000 nuovi paracadutisti, oltre i 1700 già presenti a Vicenza.
La decisione del premier ha scatenato una violenta reazione in tutta l'ala radicale della coalizione. A cominciare dal presidente della Camera che si è esplicitamente schierato con il movimento pacifista.

"Il problema", ha detto il presidente Bertinotti, "è la conquista dell'autonomia dell'Europa dalle altre potenze mondiali. I termini filoamericano e antiamericano sono termini che si possono usare solo in modo caricaturale e fuorviante, e chi ne resta imprigionato manifesta subalternità. Ogni atto che va nel senso della pace, come quello di impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa".

"E' stata una decisione presa dal governo precedente e dal Comune di Vicenza con un voto del Consiglio comunale", ha detto Prodi per giustificare la sua scelta, ricevendo i complimenti dell' ambasciatore americano Ronald Spogli: "Un passo avanti nelle relazioni. L’Italia onora i suoi impegni internazionali".

Nei Ds le uniche dichiarazioni sono venute da Luciano Violante, d'accordo con la scelta del premier, e Massimo D’Alema, che ha detto: "Se io fossi stato il sindaco avrei indetto il referendum. Non spetta all’esecutivo convocarlo".

La sinistra radicale, invece, è furibonda. Il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, attacca: "Non sono d’accordo con il premier. E' giusto che sulla questione si pronuncino i cittadini. Abbiamo sempre sostenuto le ragioni del movimento pacifista e dei cittadini di Vicenza e quindi siamo contrari all'ampliamento della base".
Ancora più severo il giudizio di Oliviero Diliberto: "Sono molto sorpreso e dispiaciuto. A questo punto chiedo il coinvolgimento della popolazione con il referendum". Secondo il ministro Pecoraro Scanio, "i cittadini sono stati traditi" mentre per Paolo Cento il rischio è quello di "creare un nuovo caso-Tav. Noi continueremo ad opporci".

I senatori di Rifondazione Claudio Grassi e Tiziana Valpiana sono i piu' delusi di tutti: "Si determina una subalternità del governo italiano ad un diktat del governo nord-americano. L’Italia è una colonia dove gli americani fanno e disfano a proprio piacimento".
"Se la decisione non spetta al governo centrale non c’è altra strada che un referendum popolare che dia voce alla popolazione", ha dichiarato il capogruppo al Senato del Prc, Giovanni Russo Spena assieme al ministro Ferrero: "Il ricorso alla democrazia è la strada maestra".

Per il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck (Forza Italia), "politicamente Prodi ha voluto evitare una brutta figura con gli alleati e ha dimostrato di non voler cedere alle pressioni di frange che facevano leva su una forma di pressione collettiva".
''Mi complimento con il Presidente Romano Prodi per una decisione assai positiva per il Veneto e che si allinea a quella presa a suo tempo per il Mose'', ha detto il governatore del Veneto, Giancarlo Galan.

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