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Beatificazione Giovanni Paolo II, presenti oltre un milione di fedeli

La tanto attesa cerimonia di beatificazione di papa Giovanni Paolo II si è svolta ieri in piazza San Pietro a Roma alla presenza di oltre un milione di fedeli, un milione e mezzo secondo la Questura. Adesso Karol Wojtyla è beato. Quando Benedetto XVI, poco dopo le 10.30 di ieri mattina, ha pronunciato le parole ufficiali del rito sacro la piazza è stata letteralmente invasa da un interminabile applauso e in molti hanno gridato 'Santo subito', proprio come accadde l'8 aprile 2005 al momento delle esequie. Giovanni Paolo II sarà festeggiato ogni anno il 22 ottobre, anniversario dell'elezione al pontificato, nella Chiesa di Roma e in quella polacca.

Beatificazione Giovanni Paolo II, le immagini

Ovunque sventolavano bandiere, tra le quali spiccavano quelle bianche e rosse della Polonia. Nel momento in cui Joseph Ratzinger ha proclamato beato Giovanni Paolo II è stato scoperto l'arazzo con l'effige del nuovo beato, ricavato da un'immagine fotografica del Pontefice scattata nel 1995.

Nel corso della cerimonia Benedetto XVI ha pronunciato parole che hanno emozionato la folla giunta da tutto il mondo per partecipare all'importante celebrazione. 'Sei anni fa, al suo funerale - ha detto Ratzinger - noi sentivamo aleggiare il profumo della sua santità. Per questo ho voluto, nel doveroso rispetto della normativa della Chiesa, che la beatificazione procedesse con discreta celerità. Ed ecco che il giorno atteso è arrivato, è arrivato presto, perché così è piaciuto al Signore: Giovanni Paolo II è beato!'.

Benedetto XVI ha ricordato anche una delle frasi celebri di Wojtyla: 'Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!'. E ha detto: 'Quello che il neo-eletto Papa chiedeva a tutti, egli stesso lo ha fatto per primo: ha aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante, forza che gli veniva da Dio, una tendenza che poteva sembrare irreversibile'. Aggiungendo: 'Papa Wojtyla ha restituito al cristianesimo quella speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e all'ideologia del progresso'.

I numerosissimi pellegrini che sono giunti a Roma per partecipare alla cerimonia di beatificazione di papa Giovanni Paolo II hanno fatto registrare disagi soprattutto in tutta la fascia di quartieri attorno a piazza San Pietro, che è rimasta intasata fin dalle prime ore del mattino. In via della Conciliazione la folla ha invaso le corsie di emergenza, riservate al passaggio dei mezzi di soccorso. La zona di Castel Sant'Angelo, fino a Prati, è stata letteralmente occupata dai fedeli.

I varchi d'ingresso a piazzia San Pietro sono stati aperti alle due del mattino di domenica primo maggio. E subito è iniziato l'afflusso dei pellegrini. Il caldo e la pressione causata dalla folla hanno provocato malori e oltre 500 persone sono state soccorse e portate nelle tende mediche. Tra i pellegrini, molti coloro che non sono riusciti ad assistere alla cerimonia. L'area intorno al Vaticano era stracolma già prima delle dieci del mattino, così in tanti hanno dovuto accontentarsi di seguire il rito dai maxischermi sparsi per la città.

Tante le autorità presenti, ottantotto le delegazioni. In prima fila il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e poi teste coronate, capi di Stato e primi ministri.

Questa mattina il cardinale Tarcisio Bertone ha chiuso gli eventi liturgici della beatificazione di Wojtyla con la messa di ringraziamento che si è svolta sempre in piazza San Pietro. La celebrazione è stata aperta dal cardinale Stanislao Dziwisz, storico segretario di Karol Wojtyla e oggi suo successore nella sede di Cracovia, che ha detto: 'A nome di Giovanni Paolo II ringrazio l'Italia per la simpatia e la cordialità con la quale anni fa ha accolto il papa venuto da un Paese lontano che oggi è divenuto vicino, per questa simpatia che ha accompagnato il Santo Padre per tutto il Pontificato, questo Paese è divenuto la sua seconda Patria'.

Nell'omelia il cardinal Bertone ha poi affermato: 'Giovanni Paolo II era un autentico difensore della dignità di ogni essere umano e non mero combattente per ideologie politico-sociali. Per Lui ogni donna, ogni uomo, era una figlia, un figlio di Dio, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dalla provenienza geografica e culturale, e persino dal credo religioso. Il suo rapporto con ogni persona è sintetizzato in quella stupenda frase che scrisse: L'altro mi appartiene''. Alle 17.30 di questo pomeriggio verrà recitato l'ultimo rosario davanti alle reliquie, poi la basilica di San Pietro verrà chiusa e, in serata, con una cerimonia privata, le spoglie verranno riposte nella cappella di San Sebastiano.

 (foto © LaPresse)

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