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Beatrice Papetti, domiciliari al pirata della strada. Il padre: "Uccisa un'altra volta"

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"Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta", così Nerio Papetti, papà di Beatrice, la ragazzina di 16 anni travolta e uccisa in bicicletta da un pirata della strada mentre tornava a casa, ha commentato la decisione del gip Alessandro Santangelo di concedere gli arresti domiciliari all'investitore, Gabardi El Habib.

Beatrice Papetti, pirata della strada si costituisce: "Ho avuto paura"

A quanto si apprende, il giudice per le indagini preliminari ha optato per questa misura perché "idonea a garantire le esigenze cautelari" previste in casi simili, ovvero il pericolo di reiterazione del reato, oltre che di fuga e di inquinamento delle prove. El Habib infatti è accusato di omicidio colposo, mentre l'altro reato che gli viene contestato, l'omissione di soccorso, non prevede alcun tipo di restrizione.

Dunque, nonostante la richiesta di carcerazione avanzata dal pm di Milano Laura Pedio, titolare delle indagini condotte dai carabinieri di Cassano D'Adda, per l'uomo non si apriranno le porte della prigione: una soluzione che asseconda invece l'istanza di domiciliari avanzata da Giovanni Marchese, avvocato del trentanovenne - operaio e ambulante, separato, con un figlio di 7 anni - che ha altresì ribadito che il suo assistito "non è un pirata della strada".

Subito dopo avere investito Beatrice, Gabardi El Habib era fuggito, senza fermarsi a prestare soccorso alla ragazza, e in un primo momento ha anche cercato di far perdere le proprie tracce, nascondendo la Peugeot Ranch blu metallizzato dell'incidente nel garage di un amico. Ma poi, a quanto sembra in seguito a un colloquio con l'imam della moschea che frequenta, ha deciso di costituirsi, una settimana dopo la tragedia, avvenuta la sera del 10 luglio.

L'uomo ha raccontato di avere avuto paura e di essere scappato, ma che poi "il rimorso è stato troppo forte" e così si è presentato spontaneamente ai carabinieri. Una dichiarazione che non può essere contestata nei fatti, ma che lascia comunque più di un'ombra su El Habib: il cerchio dei militari intorno a lui si stava stringendo e a breve se li sarebbe trovati alla porta. Il ravvedimento ha impedito che la sua posizione diventasse più grave di quanto già non sia.

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