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Benedetto XVI: sulle dimissioni del Papa l'ombra di scandali, lotte di potere e malattia

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"Non sono più sicuro delle mie forze nell’esercizio del ministero petrino": con queste parole Benedetto XVI ha annunciato ieri la sua rinuncia al Pontificato, scatenando una serie di supposizioni sulle reali motivazioni della sua scelta. Quella che il Cardinale Angelo Sodano ha definito "un fulmine a ciel sereno" e che il Papa ha giustificato adducendo una stanchezza dovuta all'età, sarebbe in realtà l'esito di un Pontificato colpito come non mai da scandali e lotte intestine alle gerarchie vaticane. Una decisione meditata, quella di Benedetto XVI, ufficializzata solo oggi ma probabilmente maturata molti mesi fa.

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Il Papa lo aveva detto nel libro intervista "Luce del mondo" uscito nel 2010: "Quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, psicologicamente e mentalmente di svolgere l'incarico affidatogli, allora ha il diritto ed in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi". Un dovere che però non può espletare nel mezzo di una crisi o di uno scandalo che coinvolge il Vaticano, per questo il Papa avrebbe atteso un momento di relativa calma per annunciare la sua scelta.

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Negli otto anni di Pontificato Benedetto XVI ha provato a fronteggiare diverse ombre della Curia romana, probabilmente senza riuscirci. La bomba più recente è scoppiata lo scorso anno, con lo scandalo Vatileaks, la vicenda del corvo che ha trafugato e diffuso documenti riservati del Pontefice, svelando segreti e debolezze della Chiesa e facendo luce sulle lotte di potere interne alla Curia, ma anche presunte irregolarità nella gestione finanziaria. Tutto inizia nel maggio 2012, con la pubblicazione del libro di Gianluigi Nuzzi Sua Santità - Le carte segrete di Benedetto XVI: il libro contiene carte riservatissime che riguardano casi scottanti come il procedimanto per molestie a carico dell'ex direttore di Avvenire Dino Boffo, documenti diplomatici e carteggi attestanti tensioni tra la segreteria di Stato vaticana del Cardinal Bertone e il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. Quest'ultimo lascia lo Ior (perchè rimosso dal Vaticano per "scarsa trasparenza nella gestione dell’Istituto") il giorno prima dell'arresto di Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa, riconosciuto unico responsabile della fuga di notizie, arrestato e poi graziato dal Pontefice.

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Ma lo scandalo Vatileaks è solo la punta dell'iceberg di una serie di attacchi concentrici all'immagine della Chiesa, passata nell'opinione pubblica da punto di riferimento per la cultura occidentale a sinonimo di gruppo di potere pervaso da fenomeni di corruzione e malcostume. Papa Ratzinger ha affrontato la nuova ondata di scandali sulla pedofilia, culminati con la decisione della Chiesa d'Irlanda di chiudere, nel 2011, la propria ambasciata presso la Santa Sede. Ma anche le ombre sulla finanza Vaticana, esplose col sequestro da parte della Banca d'Italia di 23 milioni di euro depositati presso un conto del Credito Artigiano, cui è seguita la nomina (e poi la sfiducia) di Gotti Tedeschi alla guida dello Ior e una legge per contrastare il riciclaggio e rendere più trasparenti le operazioni finanziarie all'ombra della Cupola di San Pietro. E negli ultimi giorni anche lo scandalo senese avrebbe coinvolto la Chiesa romana: i pm avrebbero individuato dei conti riferibili a dirigenti del Monte dei paschi di Siena presso la filiale Ior di Roma. Insieme alle questioni giudiziarie, altre vicende interne hanno scosso il Papa, come le parole dell'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, che durante un viaggio in Cina aveva perfino ipotizzato un complotto per uccidere Benedetto XVI, in un carteggio finito poi sulle pagine del Fatto Quotidiano. E sempre la stampa, in particolare il Corriere della Sera, rivela oggi che tre cardinali anziani avrebbero consegnato a Benedetto XVI un rapporto segreto contenente verità sconvolgenti a proposito di Vatileaks.

Sulla scelta di Ratzinger sono stati avanzati anche sospetti di una presunta malattia alle ossa (una grave forma di artrite), o di una cardiopatia che avrebbe perfino portato il Pontefice ad essere operato in gran segreto per la sostituzione di un pacemaker. Ipotesi tutte smentite dalla Santa Sede. Secondo L'Osservatore romano il Papa aveva deciso già da mesi di lasciare, dall'ultimo viaggio in Messico. Non si può sapere con cetezza chi dei suoi fedelissimi ne fosse a conoscenza. Quel che sembra oggi evidente è la sua solitudine di fronte alle lotte di potere e agli scandali di ogni genere che hano colpito il Vaticano, in una generale situazione di degrado morale cui nemmeno il sommo Pontefice ha potuto far fronte.

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