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Bin Laden: italiana rivendica la taglia

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Il merito dell'operazione che ha portato alla cattura di Bin Laden? E' dell'Italia o, meglio ancora, della scrittrice di Sgurgola (in provincia di Frosinone) Mary Pace. A dichiararlo la stessa interessata, già autrice di diverse 'rivelazioni' su numerosi misteri del Belpaese in virtù della sua amicizia con il giornalista e agente segreto Guido Giannettini, coinvolto nelle indagini sulla strage di Piazza Fontana.

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Stando a quanto dice l'ANSA, Pace avrebbe dunque fatto notificare dai suoi avvocati al Dipartimento di Stato USA e al Viminale un atto di citazione davanti al Tribunale di Roma, chiedendo il pagamento della taglia di 25 milioni promessa dal governo americano a chiunque avesse offerto informazioni utili alla cattura del terrorista, ma mai corrisposta a nessuno perché, come affermato dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, la soffiata era arrivata da fonti interne all'intelligence a stelle e strisce.

Secondo quanto si legge invece nell'atto di citazione redatto dai legali della donna, Carlo e Giorgio Taormina, la scrittrice nell'agosto del 2003 entrò in possesso di "informazioni molto dettagliate circa il luogo ove fosse nascosto il noto terrorista Osama Bin Laden, ricercato sin dal 2001 per l'attentato dell'11 settembre ed altri atti terroristici, di fatto latitante" grazie alle indicazioni di una "sua fonte" che, sempre in base al documento, "le rivelò che il terrorista si trovava in Pakistan, in un'area di appena 30 Km quadrati tra le città di Wah, Gadwal, Samiwal e Havelian, quest'ultima nel distretto di Abbotabad". Informazioni che la donna comunicò ad alcuni agenti dell'Ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali (Ucigos) della polizia italiana.

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Considerato che "in data 2 maggio 2011, Bin Laden veniva individuato ed ucciso dalle forze armate statunitensi, in seguito ad un conflitto a fuoco, proprio nella zona indicata da Mary Pace e, più precisamente, ad Abbotabad", secondo i legali della scrittrice ci sarebbero dunque gli estremi per avanzare la richiesta del pagamento della taglia. E rispetto al fatto che non si sa se gli agenti dell'Ucigos abbiano mai trasmesso le informazioni al Dipartimento di Stato USA, gli avvocati sostengono che in caso di mancata comunicazione il Ministero dell'Interno "andrà ritenuto responsabile per la mancata percezione della ricompensa e dovrà, pertanto, risarcire il danno patrimoniale dalla stessa subito". La partita è aperta, ma per conoscere nuovi sviluppi bisognerà attendere fino al 13 maggio 2013, data per la quale è stata fissata la prima udienza.

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