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Bologna censura il manifesto dello spettacolo di Luttazzi

A causa di un gesto giudicato troppo volgare a Bologna sono stati censurati i manifesti dello spettaccolo "Decameron" dell'attore romagnolo Daniele Luttazzi. Davvero una sorpresa per l'attore che tutto si aspettava tranne che una cosa del genere potesse accadere proprio nel capoluogo dell'Emilia Romagna.

Guarda l'immagine del manifesto dello spettacolo di Daniele Luttazzi

Il monologo di Luttazzi andrà in scena a Bologna a partire dal 23 gennaio. "L'immagine è stata giudicata troppo forte - ha detto l'attore - ed è stata rifiutata dalla concessionaria. Bologna è l'unica città italiana che mi ha censurato il manifesto dello spettacolo". I manifesti, infatti, sono stati affissi in altre città, Capitale compresa, senza alcun problema.

Lo stesso Luttazzi ha raccontato: "Avevamo pianificato da tempo la pubblicità per lo spettacolo e la grafica che abbiamo scelto è quella di 'Decameron' che si può vedere anche sul mio sito. Voglio far presente che il manifesto è rimasto affisso sulle strade consolari di Roma per tre mesi e che, anche nelle altre dieci città dove abbiamo portato il monologo, non c'è stato nessun problema".

L'attore ha spiegato che "a Bologna gli spazi pubblicitari sei per tre sono gestiti dalla IGP Decaux, che per inciso è la stessa che ha proibito gli slogan atei sugli autobus di Genova: mi hanno detto che l'immagine era troppo forte e che non l'avrebbero accettata. La stessa risposta è venuta dall'Atc, l'azienda di trasporti bolognese, riguardo alle immagini sugli autobus".

Luttazzi ha poi aggiunto: "Dal Comune mi è stato chiarito che non potevano censurare il manifesto, ma d'altra parte non potevano garantire che qualcuno potesse rivalersi contro di me in caso si ritenesse in qualche modo offeso. Ho dovuto rimettere mano ai manifesti, col risultato che abbiamo tagliato l'immagine e ora sui manifesti c'è solo la mia faccia, in pratica sembra la parodia di un manifesto, è talmente ridicolo!. Io dal 2001 ho smesso di interrogarmi - ha concluso l'attore - mi limito a descrivere quello che capita e constato che il fatto è di una ridicolaggine infinita. Evidentemente a Bologna non vogliono storie, ma la cosa che colpisce è che una vicenda del genere capiti proprio in questa città. Ad ogni modo il manifesto con la mia faccia è ovunque, ed è veramente impressionante".

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