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Bologna, neonato muore dal freddo. Parla il papà: 'Non viviamo per strada'

Si fa sentire Sergio Berghi, 43 anni, il papà del neonato morto di freddo lo scorso 5 gennaio nel centro di Bologna. L'uomo è arrabbiato con i giornalisti che hanno parlato di lui e della sua famiglia come dei barboni, 'una cosa assolutamente falsa' ha detto.

Ma Berghi ce l'ha anche con i servizi sociali che gli hanno già tolto una figlia avuta da una precedente relazione, 'ora ha 16 anni ed è affidata a mia sorella'. Sergio Berghi ha la residenza a Montevarchi, in provincia di Arezzo. La sua è una vita difficile. Nonostante la diffidenza, subito dopo i funerali del piccolo Devid, ha accettato di parlare ai giornalisti e ha raccontato la sua versione dei fatti.

Come si legge su Il Resto del Carlino, Berghi ha raccontato che quel giorno la famiglia era stata a pranzo da sua suocera che abita al Fossolo. 'Stavamo tornando a casa, perché una casa ce l'abbiamo in via delle Tovaglie - ha detto l'uomo - e siamo passati in piazza Maggiore. Eravamo davanti alla farmacia quando la mia compagna mi ha detto di sistemare i bimbi nel passeggino, per vedere se erano coperti e mi sono accorto che Devid era giallo e viola, come se non respirasse'.

Berghi ha poi spiegato di aver chiamato subito i soccorsi. 'Li ho chiamati subito io e non i passanti come ha detto qualcuno - ha detto il papà del neonato - Il bimbo era in arresto cardiaco. La sera, mentre Devid era in rianimazione, i medici ci hanno detto che era stabile e tenuto in coma farmacologico. Siamo tornati a casa per farci una doccia e sistemare il gemello e poco dopo mezzanotte ci hanno richiamato perché il piccolo era molto grave. Siamo andati in ospedale a piedi'. E ha aggiunto: 'Dopo l'autopsia, a voce, ci hanno detto che forse era un'intossicazione da latte ma sono solo parole: bisogna vedere cosa ci sarà scritto nel referto. Che sia stato il latte non ci posso credere perché al gemello diamo lo stesso latte artificiale, quello che ci hanno indicato in ospedale, e lui sta bene'.

L'uomo ha poi spiegato: 'Noi abbiamo un appartamento in affitto in via delle Tovaglie, dove paghiamo 460 euro al mese e il riscaldamento funziona. Non è vero che stavamo tutto il giorno fuori o in Sala Borsa: sarà capitato di andare a farci un giro, per un'oretta, ma è falso che viviamo per strada'. Berghi ha detto di guadagnare qualcosa facendo lavoretti saltuari di imbiancatura e muratura e che era nelle sue intenzioni fare domanda per l'assegno di maternità,ma non c'è stato il tempo. 'Visto quello che è successo in passato, temevamo che rivolgendoci alle assistenti sociali ci avrebbero tolto i figli' ha detto l'uomo.

Foto: maps.google.it

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