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Bolzaneto, G8 di Genova: 7 condanne e 4 assoluzioni in Cassazione. Nessuno in carcere

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Nessuno andrà in carcere per gli abusi avvenuti alla caserma Bolzaneto di Genova sui manifestanti fermati durante il G8: dopo 8 ore di camera di consiglio i giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno confermato le 7 condanne a medici ed agenti di polizia per le violenze durante il G8 del 2001 e assolto 4 agenti delle forze dell'ordine i cui reati erano caduti in prescrizione. Tutte le altre 33 prescrizioni sono state confermate.

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Di fatto, con le sentenze che diventano definitive oggi, gli imputati ritenuti responsabili delle violenze di Bolzaneto non andranno in galera in quanto le pene sono coperte da indulto. Per i poliziotti, carabinieri, agenti e medici della penitenziaria potrà esserci una sanzione disciplinare da parte della pubblica amministrazione (ad eccezione degli assolti) e coloro per i quali è stata dichiara la prescrizione del reato potrebbero subire un procedimento da parte delle autorità di appartenenza.

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Si chiude dopo dodici anni l'ultimo dei grandi processi sui fatti del luglio 2001: la quinta sezione penale della corte, presieduta da Gaetanino Zecca, ha assolto Oronzo Doria, all’epoca generale del corpo di Polizia penitenziaria e gli agenti Franco, Trascio e Talu. Confermate le condanne in secondo grado a 3 anni e 2 mesi (la pena più alta) per l’assistente capo di Pubblica sicurezza Luigi Pigozzi che spaccò la mano a un manifestante, agli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e al medico Sonia Sciandra. Per gli ispettori della polizia Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi che avevano rinunciato alla prescrizione confermate le pene a un anno.

I giudici di Cassazione hanno così confermato le condanne contenute nella sentenza del 5 marzo 2010, con cui i giudici d'Appello di Genova avevano condannato solo 7 dei 44 imputati e riconosciuto gli altri responsabili civilmente condannandoli al risarcimento, ma dichiarando i reati prescritti. In favore delle vittime, la Corte d'Appello aveva disposto che tutti gli imputati versassero risarcimenti per circa 10 milioni di euro. Cifra che però la sentenza definitiva ha ridotto.

Sono 150 le persone che si sono costituite parte civile nel processo denunciando percosse, abusi e minacce subìte nella caserma del Reparto mobile di Genova. Tutti manifestanti che erano stati fermati durante i disordini di piazza del 20 e 21 luglio 2001 o prelevati dopo il pestaggio notturno alla scuola Diaz e condotti a Bolzaneto per l'identificazione e lo smistamento nelle carceri (in totale oltre 300 persone). Hanno denunciato anche torture psicologiche e costrizioni da parte degli agenti di polizia, umiliazioni, violenze fisiche e minacce, perfino il divieto di incontrare i propri legali. La sentenza dispone che molti risarcimenti siano rideterminati da un giudice civile "per assenza di prova" e cancella alcuni di essi.

La prescrizione per i 33 imputati poteva essere evitata se la Cassazione avesse accolto il ricorso della Procura di Genova che chiedeva di contestare agli imputati il reato di tortura, ma trattasi di un reato non contemplato dal nostro ordinamento, come già evidenziato nella sentenza Diaz.

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