Excite

Bomba Brindisi: Veronica a casa, polemica studenti "dimenticati"

  • Facebook-Veronica Capodieci

La mattina del 19 maggio, subito dopo la scoppio della bomba costato la vita a Melissa Bassi e la corsa in ospedale, l'avevano data per spacciata. Veronica Capodieci ha riportato gravi ustioni su tutto il corpo e ha lottato a lungo tra la vita e la morte, prima all'ospedale Vito Fazzi, a Lecce, poi al Cisanello di Pisa. Ma alla fine, lo scorso 24 luglio, è stata dimessa e, dopo un periodo trascorso in un centro di riabilitazione, ieri finalmente è potuta tornare a casa, a Mesagne.

Attentato scuola Brindisi: tutte le notizie

Massimo riserbo da parte della famiglia, che il giorno delle dimissioni di Veronica, per bocca di papà Angelo, aveva spiegato all'ANSA: "Siamo insieme alla ragazza e non vogliamo commentare nulla, ma vogliamo solo che stia bene", a raccontare il ritorno a casa della studentessa è il sindaco della cittadina pugliese, Franco Scoditti. Ma mentre Mesagne riabbraccia Veronica con gioia, a Tuturano, piccola frazione di Brindisi, c'è amarezza per Anna, anche lei ferita dall'ordigno di Giovanni Vantaggiato e, secondo il suo avvocato, 'dimenticata' dalle istituzioni.

Diventata completamente sorda da un orecchio e con l'altro anche compresso in modo grave, per la diciottenne, secondo il suo legale Gianvito Lillo, "non c'è stato lo stesso clamore che per le altre", nonostante l'invio di "una lettera ai rappresentanti di tutte le istituzioni, dalla Regione al Comune". "Eppure", dice ancora l'avvocato all'ANSA, "ha subito lesioni gravi, porta anche lei i segni indelebili della tragedia". Anna, che è di "famiglia umile", "per tentare di recuperare l'udito almeno da un orecchio è costretta a curarsi a Pisa": una situazione che costringe i suoi genitori a sostenere costi "molto elevati", per affrontare i quali, conclude Lillo, anche lei "avrebbe bisogno di una mano".

Una condizione, quella della studentessa di Tuturano, condivisa anche da altri ragazzi rimasti feriti nello scoppio davanti all'Istituto Morvillo Falcone. Aurora, sedicenne di Mesagne, e Andrea e Alessandra di Brindisi, assistiti dall'avvocato Mauro Resta, hanno infatti presentato denuncia per i danni psicologici e materiali provocati loro dalla bomba del 19 maggio e si costituiranno parte civile nel processo contro Giovanni Vantaggiato.

I primi concitati momenti dopo l'esplosione: il video

Intanto, dopo le polemiche per la mancata esenzione delle pomate per curare le ustioni perché considerate trattamento cosmetico, il segretario della commissione Sanità del Senato Luigi D'Ambrosio Lettieri e l'Unipro hanno deciso di regalare una scorta di questi costosi farmaci alle ragazze di Mesagne, mentre la Regione Puglia ha provveduto allo stanziamento di 200 mila Euro e l'eurodeputata Sonia Alfano ha avanzato una richiesta al ministro Cancellieri per il riconoscimento dello status di vittime del terrorismo per i feriti dell'attentato di Brindisi.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017