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Bomba sull'aereo russo caduto nel Sinai? Usa e Gb rilanciano ipotesi dell'attentato terrorista

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L’ipotesi di un attentato ad opera dell’Isis come causa della morte dei 224 passeggeri del volo Metrojet precipitato sul Sinai, nonostante la prudenza delle autorità egiziane e russe e la mancanza di prove a sostegno dell’una o dell’altra tesi in campo per l’incidente del 31 ottobre scorso, si fa strada tra gli investigatori internazionali ed in particolare dalle parti di Londra e Washington.

Airbus russo precipita sul Sinai, 224 vittime: torna la paura del terrorismo

Sono stati i servizi segreti inglesi e statunitensi, nelle ultime ore, a rilanciare la pista del terrorismo fondamentalista dello Stato Islamico fornendo qualche elemento concreto a sostegno di tale teoria inizialmente scartata da tutti i principali attori dell’inchiesta sulla strage dell’A321 nei cieli dell’Egitto: una bomba piazzata nella stiva dell’aereo da uomini legati all’Isis con l’eventuale complicità di addetti alla sicurezza potrebbe essere esplosa durante il volo.

Altra ipotesi, non molto differente dalla principale e sulla stessa lunghezza d’onda in quanto compatibile col movente jihadista in chiave anti-russa, l’innesco di un ordigno portato “a mano” da un passeggero dell’Airbus Metrojet, magari in accordo con uno o più dipendenti dello scalo di Sharm el Sheikh.

(Strage nei cieli dell'Egitto: commozione ai funerali dei passeggeri morti in volo: video)

"Daily Telegraph" e "Times" citano fonti vicine all’intelligence britannica al lavoro da giorni su queste due piste, mentre la Casa Bianca tramite il Capo di Stato Usa Barack Obama non ha fatto mancare dichiarazioni chiare in merito alla possibile spiegazione dell’incidente sul Sinai, precisando che “ci vorrà del tempo per stabilire se sia stata una bomba” a provocare la carneficina ma riprendendo di fatto la tesi degli 007 londinesi.

Diversa la linea del Cremlino, diplomaticamente in attesa dei risultati dell’esame delle scatole nere (una delle quali risulta danneggiata e comunque “leggibile” in tempi non brevi) e dell’analisi di reperti raccolti sul luogo del disastro dai responsabili delle indagini, mentre al Cairo le ultime rivendicazioni dell’Isis vengono ritenute poco attendibili e fuorvianti.

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