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Boob Aid, raccolta fondi contro l'Aids in versione sexy: chi dona tocca il seno alle pornostar

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Non è ancor passato di moda l’Ice Bucket Challenge negli Usa e in tutto il mondo occidentale, ma la sorprendente riuscita dell’iniziativa partita oltreoceano (e condivisa ovunque grazie al contagio della rete) ha incoraggiato una fondazione giapponese per la prevenzione dell’Aids a promuovere un metodo di raccolta fondi ancora più originale.

Ice Bucket Challenge, la gara di solidarietà e le gaffes di vip e politici in Italia

Si chiama "Boob Aid" e il nome non lascia spazio a dubbi sulla natura del messaggio: toccare il seno per contribuire a una buona causa, previa donazione alla ricerca per le cure contro il virus Hiv. La gara di solidarietà a luci rosse è nata in Giappone, dove è in corso una maratona televisiva, chiamata per l’occasione Squeeze-A-Thon, che inviterà la popolazione a mettere mano al portafoglio in cambio di un regalo sexy offerto da alcune pornostar disposte a farsi dare una “palpatina” per ricompensa.

Difficile che si replichi il successo dell’Ice Bucket Challenge, trasformatosi ben presto in un fenomeno virale e in un’autentica fiera delle vanità sia di vip che comuni cittadini e riuscito comunque a portare nelle casse degli istituti di sperimentazione sulla Sla migliaia di euro e di dollari raccolti in poche settimane di tam tam sul web.

(“Toccatina” al seno in cambio di un contributo anti-Aids: il Boob Aid delle pornostar)

L’obiettivo del Boob Aid giapponese, intelligentemente lanciato sotto forma di no-stop benefica in tv a sfondo sexy, è di risvegliare la coscienza dell’opinione pubblica sul tema della lotta all’Aids, battendo sul tasto della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili così come della ricerca di nuove e aggiornate cure dell’Hiv, piaga ancora non definitivamente debellata neanche nei paesi economicamente più sviluppati.

L’interminabile fila di donatori in attesa del “premio” in natura garantito dalle attrici hard previa esibizione della ricevuta del versamento solidale, è un buon punto di partenza della risposta orientale all’Ice Bucket Challenge.

Anche in questo caso, video e appelli più o meno creativi contribuiranno a tenere accesi i riflettori su un’iniziativa destinata a non passare inosservata, o forse a dilagare come auspicato dai promotori, fuori dai confini del Giappone.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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