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Botti di Capodanno vietati in centinaia di Comuni: da Milano a Bologna e Asti, città "animal friendly"

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Si rafforza col passare del tempo il fronte dei “no” ai botti di Capodanno, con amministratori e associazioni animaliste schierati dalla parte degli amici a quattro zampe gravemente stressati dalle temibili esplosioni della notte di San Silvestro.

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Sono circa 800 i Comuni, piccoli e grandi, protagonisti della battaglia “di civiltà” contro i fuochi dell’ultimo giorno dell’anno, che oltre a far morire o traumatizzare cani, gatti e animali di qualsiasi specie anche per diversi mesi riempono le sale del pronto soccorso in tante città per le conseguenze violente degli scoppi di ordigni spesso di potenziale non proprio inoffensivo.

Tra le metropoli, sul fronte della barricata opposto ai cultori dei tradizionali botti di Capodanno spicca Milano, protetta da un’ordinanza del sindaco Giuliano Pisapia valida dal 31 dicembre 2014 fino al 1 gennaio 2015, con tanto di sanzioni pecuniarie dell’importo massimo di 500 euro nei casi più gravi di violazione delle regole.

(Divieto dei botti di fine anno: fioccano le adesioni al fronte del no in tutta Italia)

Stesso discorso per Torino, Bologna e Venezia, totalmente off limits per i “bombaroli” grazie a provvedimenti ad hoc emanati dalle giunte comunali a ridosso delle festività natalizie, per la gioia degli animalisti di tutta Italia che dal mese scorso hanno riaperto la consueta lotta in difesa della salute di quadrupedi e volatiili in vista della notte di San Silvestro.

La galassia delle amministrazioni animal friendly si estende a macchia di leopardo da Nord a Sud della Penisola, contando su circa centinaia adesioni all’appello di Lav, Oipa ed altre sigle da sempre in prima linea per la tutela degli esseri viventi “senza voce”.

Asti, Bari, Brescia, Cesenatico, Cortina D’Ampezzo, Cosenza, Ercolano, Grosseto, Portici, San Giorgio al Cremano fanno parte dell’elenco di Comuni contrari ai fuochi di fine anno, ma l’elenco completo (facilmente reperibile sul web, in primis nei siti delle associazioni) rende l’idea di quanto sia stata efficace la lunga e paziente “crociata” degli animalisti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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