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Boy Scout, gay verso l'ammissione: storica svolta in America

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La battaglia per i diritti degli omosessuali mette a segno un punto importante negli Stati Uniti: l'associazione Boy Scouts of America, una delle più antiche del Paese, sta considerando la possibilità di abolire un divieto di lunga data, quello che impedisce ai giovani gay di fare parte dei diversi ranghi dell'organizzazione.

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Si tratta di un'inversione di tendenza per quest'associazione ultracentenaria, che solo l'estate scorsa ha ribadito la sua linea tradizionalista attirandosi pesanti critiche da parte di gruppi di attivisti per i diritti gay e da alcune famiglie di giovani scout: l'esclusione degli omosessuali potrebbe essere abolita dal comitato esecutivo nazionale dell'organizzazione, che ne discuterà nella riunione del consiglio regolarmente programmata la prossima settimana in Texas.

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La linea ortodossa dei Boy Scout d'America ha trovato nel 2000 un suo fondamento giuridico nella sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che prevedeva per l'organizzazione la possibilità di vietare l'ingresso di membri gay. Ma da allora molte cose sono cambiate: nel mondo si è fatta crescente la pressione dell'opinione pubblica sul tema dei diritti civili, che è diventato questione cardine anche nelle campagne elettorali dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Nello specifico, proprio sull'ammissione dei gay tra i Boy Scout, sia Barack Obama (presidente onorario dell'associazione) che Mitt Romney si sono espressi a favore di un'apertura al mondo omosessuale e dell'affermazione di un generale principio di non discriminazione. E lo stesso Obama in occasione del giuramento per il secondo mandato, ha invocato "stessi diritti per sorelle e fratelli gay".

Il passo in avanti compiuto dall'organizzazione, che potrebbe anche revocare il bando nazionale già emesso per apportare le necessarie modifiche all'ingresso di ragazzi omosessuali, rappresenta una vittoria per i tanti attivisti che hanno combattuto per un rovesciamento della politica discriminatoria dei Boy Scouts, mobilitando i mass media, organizzando petizioni e raccogliendo centinaia di migliaia di firme. Anche alcuni membri interni del consiglio della prestigiosa associazione hanno fatto valere la propria opposizione allo storico divieto, senza contare che alcune società hanno ritirato il loro sostegno economico proprio per protesta in merito alla questione omosessuale.

L'organizzazione, che alla fine del 2012 contava più di 2,6 milioni di soci giovani e più di 1 milione di membri adulti, era stata anche accusata di aver occultato dei documenti riguardanti casi di pedofilia avvenuti per decenni tra le fila dei Boy Scout. Il cambiamento di rotta si inscrive dunque in una nuova logica di apertura e di riconoscimento dei diritti: "Questo è assolutamente un passo nella giusta direzione", ha detto Zach Wahls, Eagle Scout e fondatore del movimento Scouts for Equality.

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