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Bruxelles, terrorismo: è caccia ai potenziali attentatori dell'Isis, trovati agenti chimici

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L'allarme terrorismo ha reso Bruxelles una città deserta. Gli investigatori sono tuttora alla ricerca dei possibili attentatori, legati all'Isis e armati di bombe e kalashnikov. Secondo le informazioni di intelligence nella capitale belga potrebbe esserci anche Salah Abdeslam, uno degli autori della strage di Parigi di venerdì 13 novembre. Ma la vera minaccia non è lui, bensì altri componenti di una cellula jihadista pronta a colpire con lo stesso stile di quanto fatto in Francia.

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"Cerchiamo molteplici sospetti, è per questo che abbiamo messo in campo una simile concentrazione di risorse", ha affeamto il ministro degli Interni e vicepremier, Jan Jambon, in un'intervista. "Seguiamo la situazione minuto per minuto, non ha senso nasconderlo, c’è una minaccia reale, ma facciamo di tutto per fronteggiarla", ha aggiunto il numero del governo belga. Le indiscrezioni di sabato 21 novembre parlavano addirittura di un timore sul possibile attentato con armi chimiche nei luoghi più affollati.

Dunque, per tutta la giornata di domenica 22 novembre è stata confermata la misura eccezionale di chiusura di locali, ristoranti, metro e supermercati al centro di Bruxelles. Il governo, però, dovrà decidere se prolungare questi provvedimenti oppure dare il via libera al ritorno alla normalità. Anche perché da domani i cittadini devono tornare al lavoro, altrimenti Bruxelles sarebbe ancora paralizzata. Ma allo stato dei fatti nulla è cambiato rispetto a sabato, quando l'allerta è salita al livello massimo. Una parvenza di normalità è infine tornata in periferia, a Molenbeek, il quartiere indicato come il nascondiglio preferito dai terroristi legati all'Isis. Lì i negozi e locali sono aperti al pubblico.

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