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Buco ozono, minimo record a marzo

Non ci sono buone notizie sul versante climatico. Nel mese di marzo è stato registrato un buco dell'ozono record sopra il Polo Nord. Il satellite Envisat dell'Agenzia spaziale europea ha confermato che il livello sopra il settore euro-atlantico dell'emisfero Nord ha registrato un minimo storico, pari a una diminuzione del 40 per cento.

Se si considera che la concentrazione di ozono rappresenta quella sorta di filtro che protegge la Terra dagli effetti negativi dei raggi ultravioletti si capisce che non si tratta di una buona notizia. Gli esperti sostengono che il fenomeno sarebbe stato causato da venti molto forti che avrebbero isolato la massa atmosferica sul Polo Nord generando temperature molto basse.

Per effetto della luce solare la massa di aria fredda nella stratosfera inferiore, pari a -78 gradi centigradi, avrebbe rilasciato clorofluorocarburi, atomi di cloro e bromo, elementi distruttori dell'ozono. Un fenomeno non così inconsueto, ma che questa volta è stato più potente del previsto.

L'Esa ha spiegato: 'A provocare il fenomeno sono stati venti molto forti del tutto inusuali, noti con il nome di vortice polare, che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord. A causa della luce solare la massa d'aria fredda a marzo ha liberato gas ozono-distruttivi, atomi di cloro e bromo, originati da clorofluorocarburi (Cfc). Questi venti insolitamente forti hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, impedendole di mischiarsi con l'aria alle medie latitudini e generando, così, temperature molto basse. Durante il mese di marzo questa massa d'aria fredda, colpita dalla luce del sole, ha rilasciato, soprattutto nella parte più bassa della stratosfera, a circa 20 km dalla superficie, atomi di cloro e bromo, prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), che distruggono l'ozono. Lo strato atmosferico di ozono si trova a circa 25 km di altitudine e agisce da filtro solare, proteggendo gli organismi viventi sulla Terra dai nocivi raggi ultravioletti, che possono essere dannosi per la vita marina e aumentare il rischio di cancro della pelle'.

L'ultima volta che si sono registrate temperature stratosferiche insolitamente basse sul Polo Nord è stato nel 1997. L'Esa ha fatto sapere: 'I ricercatori stanno tentando di capire perché in questi due anni gli inverni artici siano stati così rigidi e se questi eventi, apparentemente casuali, siano invece statisticamente correlati al cambiamento climatico globale'.

Ma quali sono i pericoli per l'uomo dell'esposizione ai raggi ultravioletti senza la protezione del filtro ozono? Si tratta di pericoli non di poco conto che vanno dal cancro della pelle, alle cataratte a un'alterazione del sistema immunitario.

 (foto © LaPresse)

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