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Caccia, il via ufficiale e la prima vittima

Dopo la preapertura del 2 settembre, domenica è stato dato il via ufficiale alla stagione venatoria che si concluderà il prossimo 31 gennaio. Un via che ha già visto una vittima. Ieri mattina, sui monti che sovrastano Lecco, due cacciatori hanno cominciato a litigare dopo aver ucciso una lepre. Sia l'uno che l'altro ne rivendicavno il possesso. La lite è culminata poi con la morte di uno dei due. I due cacciatori, infatti, si sono sparati contro una fucilata. Mentre uno è rimasto ferito, l'altro è deceduto. Sull'episodio indaga ora la Questura di Lecco.

La riapertuta ufficiale della caccia ha anche scatenato la reazione dell'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). In un comunicato l'Enpa ha sottolineato: "Sebbene ridotto ai minimi termini il mondo venatorio può contare sul sostegno dei produttori di armi, dei ristoratori e di chiunque altro pratichi attività collegate a quello che taluni ancora definiscono uno 'sport', nonché sull'appoggio di alcuni esponenti politici che, per compiacere la propria base elettorale, tentano in ogni modo di far passare ulteriori concessioni a vantaggio della lobby venatoria estremista. E' il caso, ad esempio, del Ddl Orsi per 'caccia selvaggia' che, tra le tante pessime novità, allunga la durata della stagione venatoria, aumenta i luoghi aperti agli spari e incrementa le specie cacciabili. Al momento il progetto Orsi si è arenato; non altrettanto può dirsi dell'emendamento Pini (Lega Nord) che, per ben due volte nel giro di pochi mesi, ha tentato di abolire i vincoli temporali al calendario venatorio".

L'Ente ha poi affermato: "Il primo blitz - in occasione della Legge Comunitaria 2008 - è fallito per l'opposizione del Parlamento; il secondo, invece, è tuttora in atto. A distanza di soli cinque mesi dalla precedente bocciatura, dunque, Pini ha ripresentato lo stesso emendamento alla legge Comunitaria 2009. Se approvata, la norma creerebbe gravissime conseguenze per la fauna selvatica e la sicurezza dei cittadini, ed esporrebbe il nostro Paese a nuove procedure d'infrazione dell'Unione Europea che si andrebbero così a sommare a quella già aperte a suo tempo. A rimetterci sarebbero tutti gli italiani che si troverebbero a pagare di tasca propria l'inutile vezzo di una categoria sempre più marginale".

Foto: particolare del Ritratto di Filippo IV cacciatore del pittore Diego Velázquez

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