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Caccia, sette italiani su dieci sono contrari

Secondo un sondaggio Ipsos condotto per conto dell'Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, sette italiani su dieci sono fortemente contrari alla caccia, due non prendono una posizione decisa, uno è a favore. Per il sondaggio è stato intervistato un campione di 980 persone e quanto emerso non ha di certo favorito coloro che vogliono allargare ulteriormente i confini della stagione venatoria.

Come sottolineato da La Repubblica alla domanda 'Il testo di legge approvato al Senato, dovrà ora essere discusso alla Camera dei deputati. Secondo lei cosa dovrebbe fare il Parlamento?', due italiani su tre hanno risposto affermando che a questo punto bisogna varare un testo più restrittivo rispetto a quello originario e vietare la caccia agli uccelli migratori (37 per cento), o almeno ridurre il periodo di caccia (30 per cento).

A quanto pare l'insistenza con la quale il 'partito delle doppiette' chiede di abbattere i limiti alla caccia ha sortito l'effetto opposto tra l'opinione pubblica, la larga maggioranza anti-caccia si è radicalizzata e la metà degli indecisi si sono schierati contro la liberalizzazione.

Il sondaggio Ipsos su 'Le opinioni degli italiani sulla caccia' sembra non lasciare dubbi. Secondo quanto sottolineato in una nota congiunta da Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, 'il 79 per cento dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l'80 per cento la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario'.

Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf hanno poi spiegato: 'Si tratta di una maggioranza schiacciante e trasversale di cui i partiti e i gruppi politici, a partire da quelli della Camera dei Deputati dovrebbero prendere atto, anzitutto sopprimendo l'articolo 43 della Legge Comunitaria, ora all'esame delle Commissioni della Camera. Una norma che ha prodotto dure proteste e contestazioni e che in effetti, secondo Ipsos, soddisferebbe solo il 3 per cento degli elettori della maggioranza di Governo e il 2 per cento dell'opposizione. Ma è in generale ogni tentativo di estensione dell'attività venatoria, a partire dal disegno di legge Orsi, che vede la netta contrarietà del Paese. E' ormai chiaro che tra gli italiani vi è un sentire comune e sempre più diffuso verso la tutela degli animali e dell'ambiente, il quale non può non trovare una fedele rappresentazione in Parlamento e tradursi in provvedimenti a favore della natura'.

 (foto © LaPresse)

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