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Calendario studentesse e impiegate nude, esplode la polemica a Lodi

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Artemic Benefic Calendar fa il bis e raddoppiano pure le polemiche. Il lunario made in Lodi che da due anni a questa parte propone 12 bellezze locali rigorosamente senza veli per altrettanti mesi, con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza, è di nuovo finito sul banco degli imputati. In particolare, a dare contro all'iniziativa questa volta sono state le attiviste della sezione Se non ora quando del comune lombardo, che l'hanno bollata come l'ennesimo affronto alle donne.

Calendario studentesse e impiegate nude 2014: le foto dal backstage

Per capire qualcosa in più della vicenda bisogna fare un passo indietro. Artemic Benefic Calendar è, per l'appunto, un calendario inventato lo scorso anno dal fotografo di moda ventiquattrenne originario della Bassa Claudio Gusmaroli, per sostenere alcuni progetti benefici. L'idea è la stessa di tanti altri lunari, ovvero proporre belle ragazze nude, con la peculiarità però che le donne ritratte in questo caso non sono modelle, ma giovani che abitano a Lodi. La prima edizione ha permesso di raccogliere più di 3 mila euro e così quest'anno l'iniziativa è stata replicata.

Per il calendario 2014 Gusmaroli ha dunque selezionato 12 lodigiane tra i 20 e i 27 anni - studentesse, impiegate, una barista e una commessa di un grande negozio di Milano - e le ha fotografate senza veli, in notturna, in diversi scorci caratteristici della città. Un mix di bellezza femminile e bellezza architettonica che sarà disponibile in 200 copie, acquistabili con un'offerta a partire da 20 euro l'una, dal 24 novembre, quando il lunario sarà presentato alle 18 nella sala Rivolta del teatro Alle Vigne di Lodi. Il ricavato verrà quindi devoluto all'associazione Lelia, che sostiene piccoli progetti di sviluppo rivolti a donne e bambini in India.

Insomma, un'iniziativa a fin di bene, con immagini di nudo artistico che, almeno da quello che si vede dal backstage dello shooting, non hanno nulla di volgare e/o scandaloso, che però non è piaciuta per nulla al comitato locale di Se non ora quando. "Il corpo femminile viene storpiato nella sua nudità per fare cassetta", ha argomentato Danila Baldo, una delle fondatrici del movimento, osservando che "non c'è molta differenza tra questo e i calendari dei camionisti".

Ma non solo. Oltre a essere un oltraggio alla dignità femminile, per Baldo e il comitato il calendario è anche una provocazione. La data scelta per la sua presentazione, infatti, coincide con la vigilia della Giornata internazionale contro la violenza domestica sulle donne e la realizzazione del lunario ha avuto il patrocinio dell'amministrazione comunale. Cosa che ha fatto dire alla fondatrice di Se non ora quando di Lodi che è come se il Comune "avvallasse l'abuso del corpo femminile", concludendo quindi: "Deve cambiare la mentalità, che sfrutta il corpo femminile per ottenere obiettivi commerciali dimenticando i diritti delle donne".

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