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Campagna animalista per Pasqua, vip testimonial Lav contro la strage di agnelli: "Non uccidermi"

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Come ogni anno, l'arrivo delle festività pasquali coincide con la mattanza di agnelli destinati alle cucine, secondo un'usanza a dire il vero sempre più contestata da una fetta crescente di “consumatori” in tutta Italia.

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Le battaglie di associazioni e singoli cittadini contro quella che agli occhi di molti appare un'inaccettabile strage di vite innocenti, frutto di una discussa interpretazione di tradizioni culturali e religiose rimaste sopravvissute a secoli di storia, trovano oggi nella rete un prezioso alleato, grazie al forte impatto di foto e video che documentano in maniera diretta l'uccisione dei piccoli animali strappati con violenza alle madri in vista della macellazione.

In prima linea nella denuncia del “sacrificio” degli agnelli per Pasqua, da sempre, ci sono organizzazioni come la Lega Anti Vivisezione, sostenuta attivamente da una folta pattuglia di volti noti del mondo dello spettacolo per l'ennesima campagna di sensibilizzazione ad effetto, incentrata sulla difesa degli esseri viventi più deboli dalla crudeltà umana.

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Le attrici Daniela Poggi e Loredana Cannata, la cantautrice e conduttrice tv Diana Del Bufalo, la giornalista televisiva Maria Grazia Capulli, la modella ed ex concorrente del reality show “Grande Fratello” Daniela Martani, insieme a tanti altri personaggi pubblici come Lodovica Maire’ Rogati, Alessandra Celletti, Anna Ammirati, Nunzio Fabrizio, Noralux e Christian Stelluti, sono scesi in campo "mettendoci la faccia" per la rinnovata causa animalista promossa da Lav, Animal Equality e Greenplace.

“A Pasqua fai un sacrificio, non uccidermi” il messaggio scritto sotto l'immagine dei vari testimonial immortalati dal fotografo Marco Biondi con in braccio un agnellino sottratto al macello dai volontari di associazioni e rifugi per animali d'allevamento.

L'appello, legato alla campagna nazionale “Salva un agnello, mira a far riflettere i “consumatori” incalliti o anche occasionali di carne sul costo, in termini di sofferenza di esseri senzienti in tenera età, del tradizionale pranzo pasquale tramandato nel tempo di generazione in generazione ma facilmente superabile con un più moderno menu cruelty-free.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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