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Cane accartocciato: Natalina ce la farà

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L'hanno trovata così, accartocciata su sè stessa, denutrita e spaventata: la storia di Natalina è l'ennesimo episodio di inconcepibili maltrattamenti sugli animali. Abbandonato sul ciglio di una strada ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, questo cucciolo di segugio ha vissuto probabilmente per settimane o mesi in una gabbia minuscola, forse una di quelle utilizzate per gli uccelli: per questo ora è costretta a rimanere sempre china su sè stessa e fatica a reggersi in piedi.

Natalina, il cane accartocciato: le foto

Segnalata da alcuni ragazzi che l'hanno notata alla fermata dell'autobus per la sua conformazione "strana", lo scorso dicembre, la cucciola è stata accudita dai volontari dell'associazione Legalo al Cuore Onlus, che le hanno dato il nome Natalina proprio per il suo ritrovamento durante le feste natalizie: "All'inizio non sapevamo neanche se poteva sopravvivere - ha dichiarato a Geapress Patrizia Buonadonna, presidente della Onlus - Poi grazie alle cure veterinarie ha iniziato a prendere una postura più regolare, ma quando tenta di sedersi è ancora una pena infinita".

Questo perchè Natalina ha diverse malformazioni e due vertebre schicciate, dovute alla posizione innaturale in cui è stata costretta a vivere e che ha condizionato lo sviluppo del suo sistema vertebrale. Ancora adesso, con le dovute cure, cammina appoggiandosi sui polsi anteriori e riesce a fatica a tenersi in equilibrio. Ciò nonostante ci sono buone speranza le speranze che Natalina torni ad assumere una posizione normale.

La sua storia ha fatto il giro del web, scatenando le proteste degli animalisti e non solo, ma soprattutto innescando una vera e propria gara di solidarietà per l'adozione. E anche se una famiglia e dei padroni amorevoli sarebbero l'ideale per aiutare questo cucciolo a recuperare la sua normalità, in casi come questi le procedure sono sempre più complesse, perchè spesso gli animali cresciuti in condizioni di coercizione e vittime di maltrattamenti sviluppano una naturale diffidenza nei confronti dell'essere umano.

La vicenda di Natalina purtroppo non è un caso raro. Molti altri segugi sono stati ritrovati nella stessa zona in cui è stata abbandonata Natalina: "Debbo pensare che nei pressi - ha aggiunto Patrizia Buonadonna - c'è qualcuno che alleva segugi. Quando non servono li butta via. Non oso però immaginare cosa possa essere successo all'ultima arrivata". In Puglia, in particolar modo, il problema del randagismo assume connotati preoccupanti, con decine di migliaia di animali che finiscono spesso in canili lager nelle mani di gente senza scrupoli.

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