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Cane testimone al processo sull'omicidio del padrone: labrador Tango chiamato a riconoscere l'assassino

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Ha dell'incredibile la storia del labrador Tango, un cane chiamato a testimoniare in un processo per omicidio in Francia: l'animale è stato chiamato sul banco dei testimoni per aiutare a scoprire chi ha ucciso il suo padrone a Tours, una città della parte occidentale della nazione.

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Perchè proprio il cane come testimone? Innanzitutto perchè unico presente al momento del reato e poi perchè ritenuto in grado di apportare elementi probatori nel processo, in quanto "persona informata dei fatti". Così al sospetto omicida è stato ordinato di minacciare il labrador con una mazza per testare la sua reazione. Un secondo cane della stessa razza stato chiamato a partecipare all'esperimento per confrontare le reazioni dei due animali. Entrambi i cani, si è detto, hanno "trasalito visibilmente", quando il bastone è stato sollevato contro di loro. Esito che non permette di assumere come rilevante e utile alla raccolta di prove il contributo di Tanngo. Un fallimento completo, con entrambi i cani esonerati da ulteriori presenze in aula.

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L'avvocato difensore Georges Lafarge ha cercato con tutte le sue forze di far sì che la testimonianza del labrador fosse considerata a priori irricevibile. Dopo l'udienza, ha dichiarato alla radio RTL: "Questo tipo di esperimento costituisce un pericoloso precedente ed è abbastanza sleale nei confronti del mio cliente. Quindi se Tango alza la zampa destra, sposta la bocca o la coda, vuol dire che sta riconoscendo il mio cliente o no?". Un modo di procedere che innesca non pochi dubbi: "Trovo tutto ciò molto preoccupante per il sistema giuridico francese. Se un giudice ignora le esigenze della ragione e si circonda di esperti che sono irragionevoli, il sistema diventa molto pericoloso".

Eppure non è la prima volta che un animale approda in aula per essere "ascoltato" in un processo, almeno in Francia: come riferisce il Telegraph, sei anni fa un cane di nome Scooby è diventato il primo cane nel paese a testimoniare in tribunale. La proprietaria dell'animale era stata trovata appesa al soffitto del suo appartamento di Parigi e l'animale era considerato l'unico testimone. La famiglia della donna, convinta che si trattasse di un finto suicidio inscenato per nascondere un assassinio, attraverso il legale ha convinto il giudice a testare come il cane reagisse di fronte al sospettato di omicidio. Scooby "abbaiò furiosamente" in sua presenza, anche se non è chiaro come ciò sia stato considerato nell'ambito del processo.

Insomma, al migliore amico dell'uomo spesso si dice manchi solo la parola, che mai come in casi del genere sarebbe stata decisiva.

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