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Cane torturato e bruciato a Villa Ada: fermato il carnefice, è uno psicolabile di 47 anni

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di Simone Rausi

L’hanno trovato. L’uomo che la settimana scorsa aveva torturato e bruciato un cane a Villa Ada è stato identificato dalle forze dell’ordine della Capitale. Si tratta di un quarantasettenne residente al Predestino. A quanto pare l’uomo soffrirebbe di disturbi psicologici.

Cane torturato e bruciato a Villa Ada.

Sulla sua testa perfino una taglia, lo stesso trattamento riservato ai malviventi dei film western: 500 euro di ricompensa offerti dall’associazione Earth per identificare e rintracciare il responsabile di un atto così cruento. Decine le persone pronte a contribuire di tasca propria per far lievitare il compenso messo in palio da Earth e rendere più appetibile la caccia all’uomo. D’altronde la scena che le forze dell’ordine si sono ritrovati davanti lo scorso venerdì nel parco della Capitale era davvero raccapricciante, degna del film horror più disgustoso. Un’immagine talmente forte da aver fatto scattare l’ipotesi riti satanici.

Il povero Jack Russel, infatti, era stato ritrovato legato con una catena a un palo di legno. Aveva le zampe fratturate, parti del corpo tumefatte, una spranga conficcata addosso ed era stato dato alle fiamme. A segnalare l’episodio alle autorità era stato un cittadino che aveva chiamato il 113. Oggi l’uomo è stato incastrato dalle testimonianze di alcune persone che, dopo averlo visto arrivare a Villa Ada lo avevo osservato intento nell’accendere un fuoco. Ma cosa rischia il carnefice della povera bestia?

Il quarantasettenne è stato denunciato in stato di libertà per uccisione di animale in base all’articolo 554 bis del codice penale. Il rischio, concretissimo, è quello di passare i prossimi due anni in carcere. Una pena fin troppo misera secondo molti che riaccende il dibattito in merito ai reati sugli animali.

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