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Cani pericolosi ai pregiudicati: arriva il divieto del Ministero della Salute

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Dal Ministero della Salute arrivano nuove regole per i proprietari di cani e un divieto per i pregiudicati. L'ordinanza pubblicata in Gazzetta Ufficiale 209/13 di venerdì 6 settembre stabilisce infatti che chi ha avuto a che fare con la legge "per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni" non può tenere animali aggressivi.

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Una novità di rilievo - già tentata in passato dal sindaco di Pordenone, che nel 2009 ha pubblicato un'ordinanza che vietava il possesso di cani pericolosi "ai delinquenti abituali o per tendenza; a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni" - che ha raccolto il plauso del fondatore dello Sportello dei Diritti Giovanni D'Agata, che ha definito il provvedimento "un duro colpo" alla tendenza da parte di pregiudicati e delinquenti di possedere pitbull e altre razze ritenute comunemente aggressive.

Ma non solo. Nell'ordinanza del Ministero della Salute vi è anche una serie di regole per contrastare il "verificarsi di incidenti, soprattutto in ambito domestico, legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari". Dunque, chi ha un cane deve "utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt. 1,50" (fatta eccezione per le apposite aree dedicate a fido), "portare con sè una museruola, rigida o morbida" ed è obbligato ad avere sempre a portata di mano "strumenti idonei alla raccolta" delle feci.

L'ordinanza del Ministero della Salute inoltre istituisce speciali "percorsi formativi" per proprietari e cani, organizzati dai singoli Comuni in collaborazione "ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale", e sancisce che i padroni degli animali sono responsabili degli stessi "sia civilmente che penalmente", pertanto "chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà, ne assume la responsabilità per il relativo periodo".

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