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Cani randagi in Romania: catturati e soppressi per il turismo. Save the Dog denuncia: "Li fanno sparire"

  • Save the Dogs

Ogni anno con l'arrivo dell'estate il tema del randagismo torna d'attualità, anche per i metodi più o meno leciti con cui le amministrazioni locali decidoni di affrontarlo: l'ultimo caso in ordine di tempo a scatenare le proteste degli animalisti e l'indignazione generale è quello della Romanina, in particolare la città di Mangalia, sul litorale rumeno appena a sud di Costanza, che starebbe facendo letteralmente scomparire nel nulla centinaia di cani per "ripulire" le strade in vista della stagione turistica.

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La denuncia è arrivata dall'associazione Save the dogs che racconta come l'amministrazione comunale di Mangalia abbia disposto la cattura di oltre 400 animali randagi, prelevati dalle strade e trasportati non si sa dove, probabilmente in strutture apposite in cui vengono soppressi. Una vera e propria strage di cani, di cui addebitano la responsabilità al sindaco Cristian Radu, proprio lui che in una recente intervista aveva annunciato che i randagi sarebbero stati destinati a "canili appositamente attrezzati", di cui oggi non esiste alcuna traccia. Il canile modello di Save the Dog a Cernavoda era stato visitato dal City Manager locale proprio con l'intenzione di implementare una soluzione simile per i randagi, ma tutti i buoni propositi sono caduti nel vuoto.

L'unica cosa certa è che le strade della città si sono riempite di accalappiacani che ogni giorno caricano decine di malcapitati animali sui loro furgoni e li portano in luoghi sconosciuti. Tutto ciò nonostante fosse stata avviata una collaborazione con Save the Dogs per affrontare il problema del randagismo, con l'associazione che si è fatta carico della sterilizzazione di 364 cani randagi e di proprietà con la propria clinica mobile: "Ci avevano detto che a causa di un grave deficit di bilancio non potevano iniziare subito con una campagna di sterilizzazione – ha dichiarato la presidente di Save the Dogs Sara Turetta – ma che avevano bisogno di mandare un segnale alla cittadinanza, e ci hanno chiesto aiuto. Una colossale presa in giro perché molti di quegli animali oggi vengono presi e fatti sparire, sicuramente uccisi in qualche struttura lontano da occhi indiscreti".

Nonostante le proteste di animalisti, cittadini e turisti che assistono ogni giorno alla cattura dei cani e alle loro gida di aiuto, il sindaco non intende fare passi indietro: per questo è partita una denuncia contro l’Amministrazione Comunale, insieme ad una campagna di boicottaggio nei confronti di Mangalia, con la richiesta ai turisti italiani di non recarsi lì in vacanza in segno di protesta contro lo sterminio degli animali e per dimostrare alle autorità che non si desiderano "strade ripulite" ma città civili ed europee.

Questo massacro avviene in presenza di una legge del 2008 che in Romania vieta le uccisioni dei cani, proseguite senza sosta in tutto il paese grazie alla corruzione diffusa e agli interessi economici legati alla gestione del randagismo. Finchè nel 2011 è stata approvata una norma che permette ai sindaci gli abbattimenti anche solo con un sondaggio d'opinione effettuato tra i residenti. Un metodo criminale ed inaccettabile, purtroppo molto diffuso nei paesi dell'Est Europa: la questione fu sollevata anche in occasione degli Europei di calcio di un anno fa, quando lo stesso sistema di soppressione fu usato dall'Ucraina per liberare le strade dai randagi in vista dei turisti che sarebbero arrivati per seguire la competizione sportiva.

Un video diffuso da Save the Dogs mostra come la cattura dei cani prosegua ininterrotta nonostante le proteste e senza che il Comune si preoccupi di comunicare dove vanno a finire i randagi: "I turisti che si recano oggi a Mangalia hanno alte probabilità di incontrare gli accalappiacani e di sentire le urla dei cani catturati – conclude Turetta – stipati anche 70 alla volta in furgoni senza aria condizionata. Uno spettacolo raccapricciante che non consigliamo a nessuno".

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