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Cani scuoiati in Cina per la produzione di articoli in pelle, il reportage shock della Peta: video

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Un vera e propria fabbrica degli orrori, dove ogni giorno vengono brutalmente uccisi e scuoiati più di 100 cani per la produzione di pellame destinato al mercato occidentale, è stata scoperta dagli animalisti della Peta nella provincia di Hebei in Cina.

Diritti animali in Australia, indignazione dopo il reportage sulla tosatura delle pecore

Quella in favore dei diritti degli animali in Oriente è una battaglia da tempo intrapresa dagli attivisti di diverse organizzazioni internazionali, spesso radicate negli stessi Paesi dove avvengono i fatti denunciati, con risultati a volte molto importanti specialmente negli ultimi anni.

Il commercio di materiali ricavati dal corpo di cani e gatti, però, è ancora molto diffuso sul territorio cinese così come in Vietnam, Cambogia e in altre parti del Sud Est asiatico, ma è proprio la richiesta di merce a basso costo da rivendere in tutto il mondo ad alimentare ancor oggi pratiche di produzione a dir poco spietate.

I cani sono, a dispetto di quanto comunemente pensano i consumatori di articoli in pelle di qualsiasi tipo, materia prima di grande “utilità” a disposizione di piccole e grandi industrie che in Cina e altrove abbattono le spese per realizzare portafogli, borse, guanti, scarpe e colli per giubbotti in apparenza di qualità identica ai prodotti venduti regolarmente nei negozi in ogni angolo dell’Occidente.

(Fabbrica degli orrori a Hebei in Cina: cani uccisi per ricavare prodotti in pelle)

Non lascia spazio a dubbi il reportage curato dagli attivisti dell’associazione Peta sulla tratta degli animali domestici ai fini della realizzazione di pellami da piazzare a buon mercato soprattutto, a quanto pare, in Inghilterra e Stati Uniti ed anche in Australia.

L’uccisione dei cani, dopo la cattura in strada e la detenzione in spazi ristretti paragonabili a “sale di tortura”, avviene con violenti e ripetuti colpi alla testa da parte del macellaio di turno, chiamato ad eliminare in serie le bestie finite nel girone della morte dei mattatoi cinesi.

Il “ricavato” dei cadaveri lasciati a terra al termine della mattanza, quando non finisce nella florida catena di produzione degli articoli in pelle, può trovare mercato nei ristoranti specializzati nei menu a base di carne, ben oltre i confini della provincia di Hebei.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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