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Caos negli aeroporti per lo stop WindJet: disagi per 8000 passeggeri

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Sono giorni caotici per i passeggeri della compagnia WindJet: gli sventurati che hanno scelto la low-cost catanese per volare verso le mete di vacanza o magari per fare rientro a casa continuano ormai da giorni a subire disagi nei principali scali italiani, da Roma a Milano, da Pisa alla Sicilia. Dopo le criticità registrate a Fiumicino, sono in particolare quelli di Palermo e Catania gli aeroporti più colpiti dall’autosospensione dell’attività: da sabato scorso tutti i velivoli della flotta WindJet sono a terra, un boing è stato sequestrato dalla Società di gestione degli aeroporti di Catania a titolo di credito nei confronti della compagnia e alcuni aerei sono stati riconsegnati alle società estere da cui erano stati presi in leasing.

Fiumicino nel caos per i ritardi WindJet

La compagnia di proprietà del presidente del Catania calcio Pulvirenti è sull’orlo del fallimento: a farne le spese sono gli 8000 viaggiatori che si sono ritrovati con un biglietto fantasma di una compagnia ormai quasi inesistente. Dopo ore di attese, anche oggi i clienti WindJet sono stati costretti a decollare con aerei di altre compagnie e non certo gratis: il sovraprezzo per essere ricollocati sui quattro vettori che stanno gestendo l’emergenza insieme ad Alitalia va dagli 80 euro per le tratte nazionali ai 250 euro per quelle internazionali.

L’Enac precisa che i costi dovranno essere rimborsati dalla compagnia, ma considerato il fallimento sostanziale della stessa (a meno di sviluppi nelle prossime ore per un accordo con Alitalia), il Codacons ha annunciato di voler presentare alla procura di Roma una denuncia per reato di truffa. Infatti, a gravare sulla low-cost ci sono soprattutto i 300.000 viaggiatori che hanno comprato i biglietti WindJet sino al prossimo ottobre e rischiano di rimanere a terra. Per ora si cerca di rimediare all’emergenza ferragostana: Alitalia ha fatto sapere che assicurerà 20 voli speciali al giorno sulla Sicilia, in particolare per/da Catania e Palermo.

I passeggeri WindJet costretti a volare con Alitalia: guarda il video

Il tracollo di WindJet ha sollevato però un problema più generale. Il presidente dell’Enac Vito Riggio, intervistato dal Messaggero, lancia un allarme estremamente preoccupante: non è solo la compagnia low-cost a rischiare il fallimento, ma tutta l’avizione civile italiana, per l’incapacità di reggere la concorrenza. "Qui non è solo questione di Windjet o di Alitalia. Qui è l'intero sistema dell'aviazione italiana che è a rischio scomparsa, stretto dalla pressione competitiva che viene dalle compagnie low cost irlandesi e inglesi (che non pagano lo stesso volume di tasse che paghiamo in Italia) e dalle compagnie dei paesi arabi che non pagano il petrolio. L'unica cosa da fare è migliorare l'efficienza dei servizi e cercare di essere rigorosi".

Fallita la trattativa per la fusione con Alitalia, le speranze sono riposte nel nuovo tavolo convocato dal ministro per lo sviluppo Corrado Passera con l’ex compagnia di bandiera, WindJet ed Enac. Un accordo per l’acquisto di WindJet permetterebbe di salvare almeno una parte degli oltre 500 posti di lavoro (800 compreso l’indotto) che rischiano di andare persi.

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