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Carabiniere ucciso: autopsia esclude colluttazione

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E' stata eseguita oggi, a sorpresa, l'autopsia sul corpo di Giovanni Sali, il carabiniere ucciso sabato pomeriggio: in giornata infatti si era diffusa la notizia che l'esame fosse stato rinviato. Dalle prime informazioni trapelate in seguito a un vertice in Procura a Lodi, l'uomo sarebbe morto a seguito di due colpi esplosi a distanza ravvicinata dalla sua pistola, uno solo dei quali l'avrebbe raggiunto al cuore, mentre l'altro avrebbe trapassato il torace da parte a parte.

Giovanni Sali, le testimonianze: "Era una persona squisita"

Sembrerebbe invece affievolirsi l'ipotesi della colluttazione, che aveva preso piede dopo che erano circolate voci della presenza di un livido sul collo di Sali e di un ampio strappo nella camicia della divisa d'ordinanza, antecedente a quello fatto dai soccorritori nel tentativo di salvargli la vita. Un'evidenza che confermerebbe le supposizioni degli investigatori, propensi a credere che il carabiniere stesse effettuando dei controlli e che sia stato sorpreso dalla reazione del (o dei) killer che, a quanto pare, è riuscito a sfilargli di mano la pistola, carica e armata.

Lodi, il carabiniere Giovanni Sali ucciso con la sua pistola

Un dettaglio quest'ultimo sul quale si sta concentrando l'attenzione degli inquirenti, dal momento che Sali era un militare esperto e il fatto che abbia esitato o si sia fatto sopraffare sembrerebbe lasciar credere che conoscesse chi l'ha ucciso. Altro elemento su cui vertono le indagini in questo momento è un foro di proiettile nella serranda di una garage nella strada dove è stato colpito a morte il carabiniere: questa mattina gli investigatori, alla presenza del pm Giampaolo Melchionna e del procuratore di Lodi Armando Spataro, hanno effettuato una serie di misurazione e di rilievi balistici, durati circa 40 minuti.

E mentre le indagini proseguono in modo serrato "a carico di ignoti" e la città di Lodi si prepara a rendere l'ultimo saluto al militare mercoledì, la pagina Facebook Onore al carabiniere Giovanni Sali conta ormai più di 1.200 iscritti e riporta numerosi messaggi di stima per lo sfortunato servitore della legge - descritto in modo ricorrente da chi lo conosceva come "una brava persona" e "un grande uomo" e chiamato affettuosamente "Gio'" - ma anche diversi post carichi di rabbia, sia nei confronti del o dei responsabili dell'omicidio, che dell'istituzione del carabiniere di quartiere, ritenuta inutilmente pericolosa, soprattutto dai 'colleghi' delle forze dell'ordine.

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