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Caraffe filtranti, a quanto pare inutili e dannose

Secondo le analisi di laboratorio disposte dalla Procura di Torino le caraffe che vengono utilizzate per filtrare l'acqua potabile del rubinetto sono inutili e talvolta peggiorano la qualità dell'acqua. Risale a qualche mese fa l'apertura dell'inchiesta da parte della Procura torinese di un'inchiesta, dietro l'esposto di Mineracqua, la federazione che raggruppa le imprese di acqua minerale, con l'ipotesi di frode in commercio e di commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica. La Mineracqua aveva già fatto svolgere analisi dall'Università La Sapienza di Roma.

Sotto accusa soprattutto tre prodotti, le caraffe con filtro a carboni attivi Brita, Auchan e Viviverde. Secondo quanto dichiarato nell'esposto, l'utilizzo di queste caraffe renderebbe l'acqua 'non più potabile', 'depauperata di elementi nutritivi' e anzi rovinata da 'corpi estranei'.

Il Procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, che lo scorso febbraio ha disposto le analisi di laboratorio, martedì ha trasmesso i risultati al ministero della Salute e all'Istituto superiore di sanità. Nel frattempo a Torino proseguirà l'inchiesta giudiziaria. I reati ipotizzati dalla Procura di Torino sono frode in commercio e commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica. Al momento non vi è alcun indagato.

Ma cosa promettono le caraffe sottoposte ad analisi? Di abbattere i livelli di cloro e la durezza dell'acqua del rubinetto tramite un filtro che funziona a carbone attivo e resine a scambio ionico. Il Procuratore aggiunto di Torino ha però spiegato: 'Per quanto riguarda la durezza le analisi hanno mostrato che è vero che si abbattono i livelli di calcio e magnesio, ma anche che il filtro non va usato se la durezza dell'acqua è inferiore ai 19 gradi francesi, come per esempio in provincia di Torino. In questo caso è inutile'.

Guariniello ha poi aggiunto che al contrario emergono sostanze che non sono presenti nell'acqua del rubinetto. 'In alcune caraffe - ha detto - il Ph dell'acqua sale a livelli fino a 9.5, contro un limite di legge di 6.5 e con questo livello di acidità sarebbe non potabile. Poi appaiono tracce di ammonio, sodio, potassio e argento in valori superiori a quelli dell'acqua del rubinetto. Non sono pericolosi, ma sicuramente l'acqua non è migliorata'.

L'azienda tedesca Brita, produttrice di una delle caraffe finite nel mirino della Procura torinese, ha però replicato: 'Abbiamo le certificazioni di due Ministeri della salute (tedesco e austriaco). Non dichiariamo che l'acqua è pura, ma che è filtrata, perché trattiene alcune sostanze e ne rilascia altre consentite dalla legge sulle bevande. Sulle avvertenze scriviamo quale acqua usare, e di consultare il medico se si hanno problemi di salute'.

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