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Caravaggio, maestro delle tecniche fotografiche

Una studiosa italiana, Roberta Lapucci, esperta di storia dell'arte e docente al Saci di Firenze, Studio Arts Centers International, ha svelato quello che potrebbe essere il segreto della maestria del celebre pittore barocco Caravaggio. Secondo l'epserta i chiaroscuri realizzati da Michelangelo Merisi erano frutto di complesse tecniche fotografiche utilizzate ben due secoli prima dell'invenzione formale della fotografia.

Nel suo studio il Caravaggio avrebbe creato un'enorme camera oscura dove sistemava i suoi modelli, che venivano illuminati dalla luce proveniente da un foro nel soffitto. Il pittore, quindi, proiettava l'immagine dei modelli sulla tela attraverso una lente ed uno specchio. Secondo la docente, inoltre, grazie a delle sostanze chimiche l'artista trasformava le sue tele in "primitive pellicole" impressionabili sulle quali abbozzava l'immagine proiettata.

La studiosa ha spiegato che sulle tele del pittore barocco sono stati trovati sali di mercurio, sensibili alla luce e utilizzati nelle pellicole. Una delle conferme del fatto che il Caravaggio abbia utilizzato queste tecniche sta nel fatto che il pittore non ha mai fatto schizzi preliminari. Ma la docente ha voluto anche sottolineare che questo procedimento non ha di certo tolto nulla alla genialità dell'artista.

Foto: San Giovanni Battista, Caravaggio

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