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Carlo Lissi arrestato per omicidio di Motta Visconti: accusato di aver sgozzato moglie e figli nella villetta di famiglia

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Si trova in stato di arresto Carlo Lissi, accusato di aver ucciso a coltellate la moglie Maria Cristina Omes e i due figli piccoli all’interno della villetta familiare a Motta Visconti in provincia di Milano. Il 31enne ha confessato di aver eliminato consorte e bambini per motivi sentimentali, essendo stato rifiutato da una collega di lavoro alla quale aveva fatto avances esplicite: "Voglio il massimo della pena" sono state le parole pronunciate al termine dello sfogo davanti ai Carabinieri.

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L’episodio, avvenuto subito dopo la partita Italia-Inghilterra nella notte tra il 14 e il 15 giugno alle ore 2 circa, aveva sconvolto la cittadinanza del piccolo comune alle porte del capoluogo lombardo, lasciando aperti inquietanti interrogativi sul movente di un delitto tanto atroce quanto misterioso.

Il cerchio, col passare delle ore, si è ristretto attorno alla figura dell’uomo che per primo aveva denunciato la morte delle 3 persone trovate sgozzate dentro l’abitazione di famiglia, allertando il 118 per poi fornire la sua versione dei fatti ai Carabinieri.

Proprio nella caserma della Compagnia di Abbiategrasso, Lissi era stato a lungo torchiato dagli investigatori, via via insospettiti da alcuni dettagli che sembravano sbarrare la strada all’ipotesi di omicidio-suicidio addebitabile a Maria Cristina Omes o alla rapina con azione violenta accreditata inizialmente sulla base di frettolose ricostruzioni rimbalzate su giornali e siti web.

Importanti, in sede di accertamento dei fatti ed esclusione di piste investigative apparentemente fondate, si sono rivelate le testimonianze di amici e conoscenti della coppia, presentatisi di fronte ai militari dell’Arma per contribuire all’accertamento della verità a partire dalla mattina di domenica scorsa.

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Elemento in sè decisivo, anche in chiave probatoria, la dinamica del delitto, consumato a notte fonda senza pietà per le vittime, compreso il bimbo di soli 20 mesi sul quale l’assassino si è accanito poco dopo aver eliminato nella maniera più cruenta la donna, lasciando poi l’arma da taglio non lontano dai corpi insanguinati, nella camera da letto matrimoniale.

I carabinieri del nucleo investigativo hanno allineato gli indizi raccolti nell’arco di una giornata, confrontando le dichiarazioni dei testimoni con le risposte fornite da Carlo Lissi durante il serrato interrogatorio in caserma, arrivando a poco più di 24 ore dall’episodio all’arresto del principale indiziato del triplice omicidio di Motta Visconti.

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