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Carlo Saturno muore in carcere, istigazione al suicidio?

Ieri, dopo otto giorni di agonia, al Policlinico di Bari è morto Carlo Saturno, 22 anni di Manduria, in provincia di Taranto. Nei giorni scorsi il giovane era stato trovato appeso a un lenzuolo in una cella di isolamento del carcere del capoluogo pugliese. Le sue condizioni erano disperate. A tutti l'estremo gesto è apparso come un suicidio e la Procura di Bari ha aperto un'inchiesta. Ma ora il titolo del fascicolo è 'Istigazione al suicidio'.

Saturno si trovava in carcere per furto ed era, tra l'altro, testimone nell'ambito del processo, in corso a Lecce, a carico di nove agenti di polizia penitenziaria dell'istituto minorile, accusati di presunte violenze avvenute nel 2006.

Carlo però si è ucciso impiccandosi nella sua cella. Già una volta il ragazzo aveva minacciato il suicidio tagliandosi le vene. Questa volta però è stata fatale. I secondini che lo hanno trovato appeso al lenzuolo, lo hanno tirato giù e portato al Policlinico di Bari, dove è stato ricoverato al reparto di rianimazione. Invano.

Subito sono partite le indagini dalle quali è emerso che il giorno prima di impiccarsi Carlo ha subito un pestaggio da parte delle guardie carcerarie, nel corso di un tentativo di ribellione da lui messo in atto quando aveva saputo di dover cambiare padiglione. Via via le indagini hanno preso una strada ben precisa.

Si cerca di capire se qualcuno, con violenze o pressioni di altro genere, abbia determinato in lui la decisione di farla finita. Il reato ipotizzato è il 580 del codice penale, che recita: 'Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni'.

Sul corpo di Carlo è stata disposta ora l'autospia e la polizia giudiziaria ha acquisito fascicoli e documentazione utili a ricostruire i giorni precedenti al suicidio. Nel frattempo un'altra inchiesta è stata avviata dal capo del Dipartimento della polizia penitenziaria Franco Ionta, che ha spiegato: 'Dal momento però che è in corso un'indagine penale chiederò il nulla osta alla procura di Bari per non interferire con l'autorità giudiziaria. Se i pm daranno il via libera all'inchiesta amministrativa, questa sarà centralizzata, nel senso che verrà condotta dall'ufficio ispettivo del Dap e dalla direzione generale detenuti. In questo caso l'inchiesta dovrebbe concludersi nel giro di una settimana, al massimo dieci giorni'.

Secondo i familiari di Carlo non si tratterebbe assolutamente di suicidio. Raccontano che il ragazzo stava male, ma non al punto di togliersi la vita. Dubbi vengono nutriti anche in relazione alla dinamica del suicidio, all'orario in cui è avvenuto e ai tempi dei soccorsi. I dubbi sono molti e all'orizzonte sembra profilarsi un secondo caso Stefano Cucchi.

Foto: tgcom.mediaset.it

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