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Carne clonata, niente accordo Ue sull'etichetta

Niente accordo del Parlamento e del Consiglio europeo sull'introduzione di un'etichetta indicante la provenienza e il tipo di carne su tutte le importazioni. L'ipotesi di un accordo per nuove norme europee sui cibi provenienti da animali clonati o da loro discendenti è fallita. Via libera, dunque, al commercio di tutta la carne commestibile tra i paesi dell'Unione Europea senza un'etichetta di riconoscimento. Sulle nostre tavole, quindi, potrebbe arrivare anche della carne clonata e saperlo sarà impossibile.

Ad oggi l'Europa importa 300mila tonnellate all'anno di carne clonata e tra i Paesi che la consumano c'è l'Inghilterra. Adesso i discendenti di 'Dolly', il primo ovino clonato, potrebbero arrivare anche sulle nostre tavole.

Secondo quanto raccontato all'Asca dal capodelegazione dell'Europarlamento nella procedura di conciliazione Ue, Gianni Pittella, il Parlamento ha chiesto a maggioranza il divieto degli alimenti derivanti da animali clonati e dai loro discendenti o almeno la loro etichettatura per permettere ai consumatori una scelta responsabile, ma il Consiglio è stato irremovibile.

A quanto pare il Consiglio era a favore dell'etichettatura di un solo tipo di prodotto, la carne bovina, e a fare uno studio nei prossimi anni. Ma Pittella ha spiegato che la carne bovina è una percentuale minima, il problema sono anche i formaggi, lo yogurt. In pratica i governi erano disponibili solo a mettere a bando l'ingresso di animali clonati nella Ue, 'ma gli animali clonati non arrivano: arriva invece il cibo derivato da animali clonati e i loro discendenti'.

Con il mancato accordo a livello comunitario, duqnue, non esistono norme sulle importazioni che impongano di etichettare un alimento come derivato da progenie o discendenti di animali clonati. La Coldiretti è subito intervenuta chiedendo l'avvio immediato di un piano di controlli alle frontiere.

Secondo un'analisi della stessa Coldiretti su dati Istat, l'Italia nel 2010 ha importato carne fresca, congelata o refrigerata per ben 18 milioni di chili dal Brasile, per 9,3 milioni di chili dall'Argentina e per 1,3 milioni di chili dagli Usa. E proprio in Brasile, Argentina e Usa la pratica della clonazione si è rapidamente diffusa, per tale ragione le importazioni di carne proveniente da questi Paesi sono sotto particolare osservazione in Europa e in Italia.

La Coldiretti ha spiegato che il rischio non riguarda tanto gli animali clonati, ma la loro discendenza poiché nessuno spenderebbe decine di migliaia di euro per ottenere un toro clonato per farne hamburger. Il consiglio rivolto ai consumatori è quello di verificare l'etichetta di origine che oggi obbligatoria per la carne bovina e per quella di pollo e di preferire la produzione nazionale.

 (foto © LaPresse)

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