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Carolina Picchio, funerali privati e nessuna lettera di addio

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Si sono svolti oggi a Novara i funerali di Carolina Picchio, la quattordicenne che si è suicidata buttandosi dal balcone di casa, a quanto pare per una storia di pettegolezzi e accuse alla quale non ha saputo reagire. Come richiesto dalla mamma e dal papà, le esequie sono state in forma strettamente privata e vi hanno preso parte i familiari e gli amici. Molti sono arrivati ancora con lo zaino sulle spalle, direttamente da scuola, portando uno striscione con su scritto "Bella Caro 6 l'angelo + bello".

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Una funzione sobria, raccolta, durante la quale il parroco ha fatto appello al buonsenso, chiedendo di lasciare perdere inutili sentimenti di odio. "Carolina non è morta, ma è in cammino sulla strada del Signore", ha detto padre Giuseppe Galliano, aggiungendo: "Sospendiamo i perché" e invitando i ragazzi accusati di bullismo nei confronti della giovane, che ora si ritrovano addosso il peso della sua decisione estrema, a sentirsi "vicini nello spirito" a lei.

Parole di distensione, in una città frastornata, dove i 'colpevolisti' a oltranza si contrappongono a chi invece dice che 'Caro' aveva delle "tristezze sue" che "poco confidava" e che "forse c'è stata una goccia di troppo sul vaso già colmo", concludendo: "Ma non è giusto ciò che sta accadendo in rete e, in parte, in strada". Un pensiero condiviso da una delle amiche più care della giovane, che a La Stampa ha detto: "A nessuno si augura la morte. E men che meno dopo una morte".

Gli obiettivi della 'rabbia' sono due ragazzi, due ex fidanzatini di Carolina, e proprio uno di loro sarebbe stato il protagonista dello scontro di un paio di giorni fa con un altro amico della quattordicenne, beccandosi, a quanto riportano le voci, uno schiaffo o un pugno, non si sa. Ad ogni modo, su di loro non pende alcun tipo di sospetto o di accusa, come precisa il procuratore della Repubblica, Francesco Saluzzo: "Non abbiamo nessuno accusato di alcunché". Il magistrato ha anche voluto chiarire che sono in corso indagini e che "è ancora da accertare" se ci sia stata "una forma di carico psicologico più che di bullismo", affermando che in quel caso sarà valutato "se ci siano responsabilità oggettive". Saluzzo ha quindi concluso: "Stiamo anche vagliando in Internet, compresi eventuali elementi poi cancellati. Qualunque caccia alle streghe è assurda".

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Secondo le ultime notizie trapelate da fonti vicine agli ambienti investigativi, invece, non vi sarebbe nessuna lettera di addio lasciata da Carolina per spiegare il suo gesto: gli inquirenti avrebbero però trovato numerosi scritti della ragazza, risalenti a epoche diverse. Riflessioni e pensieri sparsi che dimostrerebbero un disagio, acuitosi negli ultimi tempi a causa di un gesto fatto dalla giovane e non perdonato da una parte di amici, quella stessa parte che oggi si è guadagnato il poco desiderabile titolo di bulli.

Sul perché Carolina abbia deciso di porre fine in modo tanto brutale alla sua esistenza, dunque, ancora non ci sono spiegazioni e forse non ci saranno mai. Solo ipotesi e voci, come quella secondo cui la ragazza sarebbe stata depressa perché non voleva trasferirsi a Novara da Oleggio, dove era nata e cresciuta e dove viveva con la mamma brasiliana, Leite Colla. Tuttavia, a causa degli impegni di lavoro della donna, alla fine aveva dovuto piegarsi e accettare di andare a stare con il papà, Paolo. E proprio il signor Picchio, oggi, al termine della funzione, ai numerosi ragazzi che hanno seguito il feretro bianco fino al cimitero, ha detto commosso: "Che Dio vi benedica tutti... L'ha fatto per tutti... Un volo d'angelo...", chiudendo così la porta a qualsiasi velenoso e pericoloso rancore.

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