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Carolina Picchio, in una lettera alla famiglia le ragioni del gesto?

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Carolina Picchio è morta e Novara piange "l'angelo più bello", come ha scritto una decina di amici della ragazza su uno striscione appeso ieri nel centro della cittadina piemontese e oggi all'ingresso della scuola frequentata dalla quattordicenne, l'istituto Pascal di Romentino. 'Caro' ci studiava da un mese e mezzo, dopo avere iniziato l'anno alle magistrali Bellini, e ora gli inquirenti stanno cercando di capire se all'origine del trasferimento ci possano essere motivi che spieghino le ragioni della sua scelta di suicidarsi.

Carolina Picchio, le foto

Le indagini procedono con grande cautela, e ancora ieri il procuratore di Novara, Francesco Saluzzo, invitava a "evitare di dare vita a una caccia alle streghe. Bisogna stare attenti a non creare situazioni che possano portare ad altre tragedie simili. Ci deve essere molta responsabilità da parte di tutti, bisogna stare molto attenti a cosa si dice", facendo riferimento all'accusa di bullismo lanciata su Twitter dagli amici della ragazza nei confronti di non meglio precisati coetani e compagni di scuola. Anche se l'impressione è che tutti (o quasi) gli intimi di Carolina sappiano chi sono i suoi 'aguzzini' e che cosa hanno fatto alla studentessa per spingerla al suicidio.

"La conoscevo e conoscevo anche chi la giudicava" e ancora: "No, non ce la faccio... domani devo andare a scuola e sono costretta a vedere quella banda di deficienti", sono alcuni dei messaggi lasciati su Facebook dagli amici di 'Caro' che lascerebbero intendere una vessazione nei confronti della quattordicenne. Andrea per esempio parla di "voci assurde" circolate sulla ragazza durante una festa e aggiunge che Carolina "aveva tanti amici, era circondata da amici. Però negli ultimi tempi non poteva fidarsi di tutti". Come mai? Che cosa è successo? Sui social non c'è traccia di attacchi di alcun genere e anche una professoressa del Bellini, insegnante tra l'altro proprio di psicologia, Nicoletta Cardano, dice: "Carolina non mi ha mai parlato di una situazione difficile", aggiungendo amaramente: "Spero davvero che il motivo non sia legato alle malelingue".

Il suicidio di Carolina, gli amici su Twitter: "E' bullismo"

A tenere banco dunque solo ipotesi, fino alla notizia trapelata nella serata di oggi di una lettera indirizzata dalla ragazza ai genitori e in mano agli inquirenti. Sulla missiva e sul suo contenuto c'è il massimo riserbo, ma a quanto pare conterrebbe le motivazioni che avrebbero spinto 'Caro' a farla finita. Gli investigatori comunque stanno continuando a seguire ogni traccia, come quella di una festa ('la' festa?) alla quale la quattordicenne ha partecipato prima di buttarsi dalla finestra al terzo piano della casa dove viveva con il papà e di una rissa, con un pugno (o un ceffone ben piazzato) rifilato da un amico della giovane a uno dei ragazzi ritenuto artefice della persecuzione a Carolina.

Intanto i genitori della studentessa - separati da qualche tempo - si sono rivolti "alla sensibilità dei rappresentanti della stampa", chiedendo "rispetto per Carolina e per il nostro dolore" e dicendo di non desiderare che ai funerali "ci siano persone al di fuori dei parenti e degli amici più stretti". Anche se con il clamore suscitato dalla vicenda è probabile che alle esequie si presentino in molti.

Del resto le ultime notizie di oggi riportano che il Moige (Movimento Italiano Genitori) ha comunicato di essere pronto a costituirsi parte civile in un eventuale processo se fosse appurato che la ragazza è stata vittima di cyber-bullismo, scagliandosi contro Twitter, Facebook e co, definiti "un far west, senza regole, né controlli", e affermando che in tal caso si tratterebbe di un "vero e proprio concorso di responsabilità penale gravissima del social network, colpevole di non aver vigilato, nei suoi server, sulla presenza del gruppo di minori protagonista di queste violenze psicologiche verso la ragazza".

Affermazione che tuttavia suona come una nota stonata: a chi tocca vigilare? Ai social o alla famiglia, alla scuola e alle realtà 'reali' della vita dei ragazzi? L'accusa del Moige rischia infatti di ridurre tutto a una mera concatenazione di causa-effetto, quando invece è chiaro che a spingere Carolina al suicidio è stato un insieme di fattori, inintellegibili anche per chi le stava vicino e le voleva bene.

Di seguito il video realizzato dagli amici di Carolina per ricordare la ragazza pubblicato su YouTube:

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