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Carolina Picchio suicida a 14 anni per cyberbullismo: la madre lancia un appello contro gli sciacalli del web

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Un caso toccante, quello raccontato da Cristina Picchio, madre della sfortunata ragazza toltasi la vita dopo aver subito ripetuti atti di bullismo a soli 14 anni. Fanno riflettere le parole dette dalla donna davanti a Marco Berry, nel corso dell’intervista realizzata da Lucignolo 2.0, programma della domenica sera di Italia Uno indirizzato prevalentemente al pubblico più giovane.

Carolina Picchio, vittima del bullismo

Eccole foto di Carolina

Carolina era nel pieno dell’adolescenza e portava dentro di sé tutti i problemi tipici di quell’età, ma viveva col fardello di una particolare sensibilità che nessuno, tra i suoi coetanei, voleva o era in grado di capire fino in fondo. I postumi di una festa erano costati a caro prezzo alla fragile ragazza di Novara, “sorpresa” dagli amici in stato di leggera ebbrezza a margine di una serata in compagnia e filmata per strada per poi essere oggetto di scherno sul web.

L’ennesimo ricatto, unito alla certezza di dover subire nuovi insulti ad opera di decine di persone anche estranee alla propria sfera di conoscenze, portò la vittima del cyberbullismo a compiere un gesto estremo, culminato nella morte dopo un tragico volo dalla finestra. Ma l’ingiustizia per la famiglia Picchio non finisce qui, perché qualcuno ha continuato a prendere di mira Carolina anche dopo la sua scomparsa, usando le foto prese dai social network per infierire sulla memoria della quattordicenne nel peggiore dei modi.

Immagini private della ragazzina, racconta la madre alle telecamere della trasmissione di Mediaset, sono state trovate su alcuni siti a luci rosse, mentre il ricordo della giovane vita spezzata dalla cattiveria umana continua a lacerare il cuore di tutti coloro che a Carolina volevano bene. Nella memoria della signora Cristina risuona ancora la frase lasciata come una sorta di testamento dalla figlia: Le parole fanno più male delle botte, diceva l’indifesa adolescente, mentre attorno a sé il mondo sembrava incattivirsi inesorabilmente.

“Vorrei solo avere la forza di fare ciò che ha chiesto lei”, si sfoga in lacrime Cristina Picchio, “per impedire che ad altri venga fatto quello che è stato fatto a Carolina”. Per questa assurda vicenda, rimangono indagate otto persone, accusate di istigazione al suicidio, ma al più presto potrebbero arrivare novità su altri fronti d’indagine, a partire dal furto dell’identità in rete e dalla diffusione su siti pornografici delle foto della ragazza. Chi sta in questi giorni perseverando nelle azioni di sciacallaggio contro una persona non più in vita, pertanto, potrebbe a breve essere già finito nel mirino delle autorità competenti.

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