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Carolina Picchio suicidio, indagati per istigazione otto minorenni

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E' un atto necessario per l'approfondimento di indagini non ripetibili. Sembra essere questa la motivazione formale che ha spinto la procura di Torino a iscrivere nel registro degli indagati otto minorenni, tra i 15 e 17 anni, nel caso della 14enne Carolina Picchio morta suicida nella notte tra il 4 e il 5 gennaio. La vicenda oltre a scatenare rabbia e incredulità nell'opinione pubblica ebbe una risonanza mediatica straordinaria.

Le foto di Carolina Picchio

Le accuse del Pm, Valentina Sellaroli a capo delle indagini, a carico dei ragazzi sono: istigazione al suicidio e possesso di materiale pedopornografico. Al centro dell'inchiesta della procura dei minori c'è la tesi secondo la quale Carolina quella notte fu spinta a gettarsi dal balcone perchè vittima del cosiddetto "cyberbullismo".

Twitter in rivolta dopo il suicidio di Carolina

Ricostruiamo i fatti. Poche ore prima di togliersi la vita, la giovane aveva partecipato ad una festa e poi era tornata a casa, a Novara, accompagnata dal padre. Quella sera era accaduto qualcosa che aveva fatto scattare gli insulti e le derisioni dei compangi sia sul profilo Facebook della ragazzina che tramite sms. Poco dopo il folle gesto: Carolina si getta dal terzo piano dell'appartamento in cui vive con i genitori e la sorella.

La prima attività investigativa svolta dalla pm Serraroli è stata la consegna al Politecnico di Torino dell'iPhone della ragazza. Adesso l'istituto dovrà analizzare il contenuto sottoponendolo ad accurate analisi. Sotto esame ci sarebbe anche una lettera scritta da Carolina prima di uccidersi e inviata ai genitori. Tra quelle parole potrebbero essere rintracciati i motivi che hanno spinto la 14enne a farla finita e a non reagire agli insulti.

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