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Carolina Sepe, morte cerebrale per la ragazza incinta di Avellino: ma il cuore del bambino batte ancora

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Sono pochissime le speranze di mantenere in vita Carolina Sepe, la 25enne ferita con un colpo di pistola alla testa ad Avellino: per lei i medici hanno decretato la morte cerebrale martedì 26 agosto. Ma nonostante l'elettroencefalogramma piatto della giovane, che è al terzo mese di gravidanza, il suo cuore non ha smesso di battere, così come quello del suo bambino.

Valentina Sepe è stata raggiunta da un colpo di pistola alla testa a Lauro, periferia di Avellino, domenica sera. A sparare è stato il suo vicino di casa, l'ex guardia giurata Domenico Aschettino, 40 anni, durante un litigio nel quale è stato ucciso il padre della ragazza, Vincenzo Sepe, 44 anni, e quattro parenti sono rimasti feriti. Immediata la corsa in ospedale, ma il tentativo di salvare la vita a Carolina si è dimostrato da subito impresa ardua.

Incinta di dieci settimane, Carolina è ricoverata nel reparto rianimazione all'ospedale Cardarelli di Napoli in "condizioni disperate", come fa sapere il direttore sanitario Ciro Coppola, ma non è stata ancora avviata la procedura di dichiarazione di morte cerebrale. Mantenuta artificialmente in stato di coma, secondo quanto riporta il Mattino, nella serata di martedì 26 agosto la ragazza avrebbe subito una nuova operazione chirurgica alla testa, come ha spiegato al quotidiano napoletano il primario di Neurochirurgia del Cardarelli, Michele Carandente, "per avere qualche piccolissima speranza di ripresa in più e al momento pare che stia reagendo meglio". Le sue condizioni restano però disperate: "È molto difficile sbilanciarsi in questo momento, bisogna essere cauti - ha dichiarato Carandente al Mattino - La donna non è assolutamente fuori pericolo, ma dopo questo intervento forse c'è qualche piccolissima speranza dato che adesso sta anche reagendo un po' meglio".

A lasciare qualche piccolo barlume di speranza è il fatto che il cuore di Carolina continui a battere, così come quello della creatura che porta in grembo: d'altronde, ogni tentativo realizzato dai medici del Cardarelli nelle ultime ore "è finalizzato a salvare il feto", ha sottolineato il direttore sanitario dell'ospedale. Un tentativo disperato, visto che la giovane è solo alla decima settimana di gravidanza.

La sparatoria di domenica ha fatto altri quattro feriti nella famiglia Sepe: Domenico Aschettino, in cerca di un regolamento di conti con il genero della vittima, Gianpiero, è entrato nel cortile dove si trovava Vincenzo Sepe ha sparato colpi a raffica uccidendolo sul colpo. Poi è entrato in casa ed ha sparato alle sei persone presenti: in due sono riusciti a scappare rinchiudendosi uno in bagno e l'altro fuggendo da una finestra, tra cui lo stesso Gianpiero. Il fratello di Carolina, Orlando Sepe, 19 anni, è anche lui in prognosi riservata al Cardarelli, ma non in pericolo di vita: dopo l'operazione le sue condizioni registrano un lievissimo miglioramento. Sono ricoverate invece all'ospedale di Nola la suocera si Sepe, Bettina Crisci, in rianimazione, e la moglie della vittima, Vincenzina Ferrara, di 42 anni, che risulta la meno grave tra i feriti.

La strage ha sconvolto la comunità locale per l'incomprensibile furia omicida, apparentemente scatenata da vecchi rancori per futili motivi: "Siamo tutti increduli e addolorati e ci chiediamo ancora il perchè. Un fatto che è incomprensibile - ha detto Antonio Bossone, sindaco di Lauro - Conosco bene i protagonisti di questa vicenda, persone tranquille. Credo che sia stato un attimo di follia che ha distrutto la serenità di due famiglie". Aschettino, attualmente rinchiuso presso il carcere di Avellino, si è costituito all'Arma dei Carabinieri poco dopo aver aperto il fuoco contro i Sepe. Ora dovrà rispondere di omicidio volontario e tentato omicidio.

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