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Casalesi, arrestato il camorrista Francesco Barbato

Ieri gli agenti della squadra Mobile di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Dda di Napoli, nei confronti di Francesco Barbato, 31 anni, affiliato al clan di Casal di Principe. L'uomo era referente ad Aversa di Nicola Schiavone, figlio di Francesco, detto 'Sandokan', uno dei capi storici dei Casalesi e insieme con il figlio alla guida di una delle fazioni della cosca.

Le accuse contro Barbato, soprannominato 'o sbirro', sono associazione per delinquere di tipo mafioso. La polizia lo ritiene responsabile di numerosi episodi estorsivi nella zona aversana. Dallo scorso 15 giugno, dopo l'arresto di Nicola Schiavone, si erano perse le sue tracce. Fino a ieri. Barbato aveva trovato rifugio in un'abitazione di un incensurato, a Castel Volturno, sul litorale casertano. Nel suo nascondiglio l'uomo tarscorreva il tempo davanti al computer e leggendo libri come 'Gomorra' di Roberto Saviano e 'L'Oro della camorra' di Rosaria Capacchione, giornalista sotto scorta del quotidiano Il Mattino.

Alla notizia dell'arresto il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è congratulato con il capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli, e ha affermato: 'La cattura di Barbato, luogotenente del clan dei Casalesi dopo l'arresto del boss Nicola Schiavone, è un altro colpo durissimo al cuore dell'organizzazione che sta subendo un'offensiva dello Stato senza precedenti'.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto: 'Con la cattura del boss Francesco Barbato, lo Stato raggiunge un altro eccellente risultato nella lotta al crimine organizzato. Esprimo grande soddisfazione per l'operato delle forze dell'ordine e della magistratura, che garantiscono la sicurezza sul territorio e infondono fiducia ai cittadini nelle istituzioni e nello Stato che, ancora una volta, si dimostra vincente sulla criminalità'.

 (foto © LaPresse)

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