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Caserta, maxi-blitz per droga. Anche tre poliziotti di Marcianise finiscono in manette

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Un’operazione iniziata nel cuore della notte, e portata a termine alle prime luci dell’alba, ha visto l’arresto di 16 persone tra cui 3 poliziotti del Commissariato di Marcianise. La Squadra Mobile di Caserta, su ordine di carcerazione emesso dal gip su richiesta del sostituto procuratore antimafia Luigi Landolfi, ha incastrato gli indagati di reati a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, all’usura, alla truffa, al falso, alla corruzione, alla concussione e all’abuso d’ufficio.

Alessandro Albano, 48 anni, Nunziante Camarca, 37, e Domenico Petrillo, 41, sovrintendente e assistenti capo dalla polizia, sono accusati di peculato, corruzione e spaccio di droga. Non solo. Perché nel corso di servizi antiprostituzione, pare che gli agenti abbiano fatto sesso con due ragazze (sorelle) sul luogo del pattugliamento e presso il Commissariato di Marcianise. Sono state proprio le ragazze a raccontare l’accaduto alla polizia.

Nel corso delle indagini è emerso anche un episodio che vede coinvolto, come vittima inconsapevole, Gigi D’Alessio. Nel dicembre 2013, i tre poliziotti, infatti, avrebbero utilizzato l’auto di servizio (un’Alfa 156) per accompagnare il cantante in uno store del quartiere Vomero di Napoli senza alcuna autorizzazione, dal momento che risultavano in servizio al Commissariato di Marcianise, segnandosi, tra l’altro, tre ore di lavoro straordinario.

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Ma l’accaduto non è un fatto isolato, perché i tre più di una volta fanno ricorso all’auto di servizio per faccende extra-lavorative ed illegali. È la vigilia di Natale di quello stesso 2013 quando Alessandro Albano è protagonista di spaccio di droga: 310 euro in tasca per la vendita di una dose da 100 gr e altro straordinario firmato nonostante poi l’auto si fosse diretta verso una discoteca, come testimoniano le immagini. E poi regali in denaro o abbigliamento ai tre corrotti di omettere controlli nelle indagini su Donato Buccierio oltre ad accessi indebiti al sistema informatico.

Insieme ai 16 finiti in carcere durante il maxi-arresto di questa notte, risultano anche i nomi di quattro indagati per i quali il gip non ha ritenuto emesso misure cautelari. Tra loro, un consigliere comunale e un noto avvocato, entrambi di Marcianise.

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