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Caso Bozzoli, Giuseppe Ghirardini ucciso con cianuro

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Giuseppe Ghiradini, l'operaio delle fonderie Bozzoli rinvenuto cadavere pochi giorni dopo la misteriosa scomparsa del suo datore di lavoro, è stato ucciso da una pillola di cianuro.

L'autopsia su Ghirardini aveva consentito di scoprire una strana pallina rossa, simile ad una bacca, nello stomaco del cadavere. Oggi le analisi hanno chiarito che le cause del decesso dell'operaio sono riconducibili all'ingestione di cianuro.

Mario Bozzoli, la scomparsa dell'imprenditore bresciano

Ghirardini avvelenato dunque. Gli inquirenti non hanno per ora riferito ulteriori dettagli in merito alla provenienza del veleno ed in che modo sia stato ingerito dall'operaio.

L'uomo, 50 anni, era stato rinvenuto senza vita a Case di Viso, a pochi chilometri da Pontedilegno, domenica 18 ottobre, pochi giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta mercoledì 14 ottobre.

Ad una delle ultime persone che l'aveva visto in vita, una cugina, aveva detto di recarsi ad una battuta di caccia. Ghirardini è stato trovato in una zona che non frequentava mai, a qualche chilometrodi distanza dalla sua auto. Nessuna traccia, invece del cellulare.

Possibile svolta, dunque, nelle indagini sulla scomparsa di Mario Bozzoli, l'imprenditore bresciano di cui si sono perse le tracce l'8 ottobre scorso.

L'imprenditore, nel tardo pomeriggio di quel giorno aveva telefonato alla moglie dall'interno dell'azienda, dicendole che sarebbe tornato a a casa a breve.

Da allora di lui nessuna traccia. Gli inquirenti sospettano che Bozzoli quel giorno non sia mai uscito dalla fonderia e per questo stanno setacciando palmo a palmo la fabbrica, a caccia di tracce organiche.

Un testimone ha riferito di aver notato, proprio nel giorno della scomparsa di Mario Bozzoli, una fiammata anomala proveniente dal forno della fonderia.

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