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Caso Meredith, la Cassazione nelle motivazioni della sentenza: gioco erotico alla base dell'omicidio

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Potrebbe esserci un gioco erotico finito male alla base dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher avvenuto a Perugia nel 2007: è quanto ha stabilito la Cassazione nelle motivazioni della sentenza che ha annullato con rinvio in appello le assoluzioni accordate ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due ex fidanzati accusati del delitto.

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La studentessa inglese potrebbe essere rimasta vittima di "un gioco erotico spinto di gruppo, che andò deflagrando, sfuggendo al controllo". La prima sezione penale della Cassazione ha inserito nel "ventaglio di situazioni ipotizzabili" nella sentenza depositata oggi una serie di fatti che vanno "dall'accordo genetico sull'opzione di morte", alla "modifica di un programma che contemplava inizialmente solo il coinvolgimento della giovane inglese in un gioco sessuale non condiviso", fino all'eventualità più impressionante, cioè la costrizione di Meredith a prendere parte ad un "gioco erotico spinto di gruppo" che si è poi concluso in dramma.

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La sentenza della Cassazione smonta la ricostruzione dei giudici d'appello sull'orario della morte di Meredith e sul ruolo che l'ivoriano Rudy Guedè, l'unico finito in carcere condannato a 16 anni con l'accusa di concorso in omicidio, nella scena del crimine: il decesso della vittima, secondo la Corte, va collocato al momento dell'"urlo straziante" avvertito da alcune testimoni, quindi successiva rispetto alla tesi d'appello.

Rudy Guede, per la Cassazione, non avrebbe potuto agire da solo e i giudici di secondo grado hanno "sottovalutato gli indizi a carico di Knox e Sollecito": ci sarebbe un "vizio di violazione di legge e di difetto di adeguata motivazione" nella ricostruzione operata sulla "presenza di concorrenti nel reato, nell'abitazione nella disponibilità oltre che della vittima, della sola Knox, in quella maledetta serata, profilo che non va sicuramente inteso in un automatismo probatorio, ma che costituisce un segmento significativo nell'itinerario costruttivo".

La Corte non ha risparmiato critiche severe ai giudici d'appello, evidenziando "molteplici profili di manchevolezze, contraddittorietà ed illogicità manifesta" nella sentenza che aveva assolto Sollecito e la Knox, ora rinviati a giudizio per una nuova fase d'appello, che dovrebbe tenersi nei prossimi mesi a Firenze.

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