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Caso Orlandi, la superteste: "Rapirla fu un ordine di Marcinkus"

Sabrina Minardi, la supertestimone che per anni fu l'amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino, ha parlato. Emanuela Orlandi (nella foto, inedita di "Chi l'ha visto?") la 15enne figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, che scomparve in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 sarebbe stata uccisa e il suo cadavere si troverebbe in una betoniera a Torvaianica.

L'ORDINE DEL VATICANO. La ragazza sarebbe stata prelevata per ordine di mons. Marcinkus, all'epoca il presidente dello Ior, la banca vaticana. La donna rivela che fu proprio lei ad accompagnare con la sua macchina Emanuela Orlandi e di averla consegnata a un sacerdote. Accadde sei, sette mesi prima, dice la testimone, della tragica esecuzione della figlia del commesso della Casa Pontificia.

LA RICOSTRUZIONE. "Io arrivai lì al bar Gianicolo con una macchina - racconta la Manardi - Poi Renato, il signor De Pedis, con cui in quel tempo avevo una relazione, mi disse di prendere un'altra macchina, che era una Bmw e di accompagnare... cioè arrivò questa ragazza, una ragazzina, arrivò questa ragazza e se l'accompagnavo fino a sotto, dove sta il benzinaio del Vaticano, che ci sarebbe stata una macchina targata Città del Vaticano che stava aspettando questa ragazza. Io l'accompagnai: così feci. Durante il tragitto... non so quanto tempo era passato dal sequestro di Emanuela Orlandi... la identificai come Emanuela Orlandi... era frastornata, era confusa sta ragazza. Si sentiva che non stava bene: piangeva, rideva. Anche se il tragitto è stato breve, mi sembra che parlava di un certo Paolo, non so se fosse il fratello. Va bè, comunque, io quando l'accompagnai c'era un signore con tutte le sembianze di essere un sacerdote, c'aveva il vestito lungo e il cappello con le falde larghe. Scese dalla Mercedes nera, io feci scendere la ragazza: "Buonasera, lei aspettava me?" "Sì. Sì, credo proprio di si". Su chi ordinò il sequestro, la Minardi non ha dubbi: "Quello che so è che la decisione era partita da alte vette... tipo monsignor Marcinkus... È come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro".

IL MOVENTE. E sulla motivazione del rapimento la Minardi dice: "Stavano arrivando secondo me sulle tracce di chi…perchè secondo me non è stato un sequestro a scopo di soldi, è stato fatto un sequestro indicato. Io ti dico monsignor Marcinkus perchè io non so chi c'è dietro…ma io l'ho conosciuto a cena con Renato…hanno rapito Emanuela per dare un messaggio a qualcuno". E l'interesse di De Pedis nel rapire una giovane sconosciuta? "Renato, da quello che mi diceva, aveva interesse a cosare con Marcinkus perchè questi gli metteva sul mercato estero i soldi provenienti dai sequestri".

LEGAMI CON ANDREOTTI. Nel suo racconto, Sabrina Minardi, avrebbe parlato anche di una cena a casa di Giulio Andreotti, quando il suo ex amante era ricercato. "Un giorno Renato mi disse 'domani devi essere elegante – ha dichiarato la donna - e quindi andammo in un negozio all'angolo tra via del Corso e via Condotti per comprare un vestito. Io non sapevo dove saremmo stati a cena, ma quando vidi che era la casa di Andreotti rimasi di sasso. Mi sembra che ci fosse un ascensore che portava in casa. Renato parlava con Andreotti con tranquillità, sembrava si conoscessero..., a tavola si parlò di cose futili".

LA FAMIGLIA ORLANDI. Le rivelazioni "sono credibili" sostiene la Procura di Roma. "Inattendibili" sostengono invece gli avvocati Krog e Piromallo che assistono la famiglia Orlandi. La sorella di Emanuela, Nataliana Orlandi, infatti, fa sapere che non crederà a questa nuova versione fino a che non avrà la possibilità di verificare le prove dell'avvenuto omicidio.

LA DINAMICA DEL RAPIMENTO, 1983. Emanuela Orlandi il giorno della scomparsa, nel tragitto che dal Vaticano la portava alla scuola, incontrò uno sconosciuto, alla guida di una BMW verde, che le offrì un lavoro di volantinaggio per la Avon (azienda di cosmetici), da svolgere durante una sfilata di moda e pagato esageratamente (circa 375.000 lire). Emanuela rispose che prima di accettare avrebbe dovuto chiedere il permesso ai genitori. Verso le ore 19:00, dopo essere uscita in anticipo dalla lezione, telefonò a casa per riferire la proposta che le era stata fatta e la sorella le disse di lasciar perdere. Questo fu l'ultimo contatto che ebbe con la famiglia. Emanuela come riferiscono testimoni, salì su quella BMW.

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