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Caso Orlandi, nella tomba c'è De Pedis. Giallo su resti diversi

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C'è sepolto Enrico detto "Renatino" De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare a Roma. La polizia scientifica ha effettuato il riconoscimento confrontando l'impronta digitale del boss della Magliana, reso possibile dal buono stato di conservazione del corpo, cancellando così quasi ogni dubbio dato che la sicurezza arriverà solo dopo le analisi del Dna.

Tra i giornali rimbalza subito una nuova notizia: nella tomba di De Pedis non sono stati trovati, però, solo i suoi resti. Secondo fonti non precisate i presenti all'apertura della nicchia hanno subito rivelato che il sepolcro custodiva una cassetta contenente ossa non appartenenti a Renatino. I resti dovranno essere sottoposti ad analisi per tentare di capire a chi appartengano.

Si apre l'ennesimo mistero nel caso Orlandi: Maurilio Prioreschi, l'avvocato che assiste da tempo la moglie di Enrico De Pedis, dopo le verifiche della scientifica sul feretro nella cripta di Sant'Apollinare smentisce: "Smentisco che all'interno della tomba c'era qualcosa di diverso dal corpo di Renatino". Nella cripta dov'era tumulato Renatino, infatti, c'era anche l'ossario annesso alla chiesa che contiene non una cassetta di ossa, bensì duecento con resti che precedono l'editto napoleonico sui cimiteri.

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