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Caso Tinelli e Iannucci, la madre di Fausto: 'Uccisi dai servizi segreti'

Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro, due ragazzi diciottenni che frequentavano il centro sociale Leoncavallo a Milano vennero uccisi. Stiamo parlando di Fausto Tinelli e Lorenzo 'Iaio' Iannucci. Se ne torna a parlare perché la madre di Fausto, Danila Angeli, intervistata dal programma di Radio 24 'Italia in controluce', ha affermato che i due ragazzi sono stati uccisi dai servizi segreti.

L'inchiesta è stata archiviata il 6 dicembre 2000 dal giudice Clementina Forleo con la seguente motivazione: 'Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva e in particolare degli attuali indagati (Massimo Carminati, Claudio Bracci, Mario Corsi), appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni'.

Ma adesso arrivano le forti affermazioni della madre di Fausto Tinelli. 'Dopo l'omicidio di mio figlio - ha raccontato Danila Angeli - ognuno offriva la sua versione. Chi parlò di regolamento di conti tra spacciatori di droga, oppure una faida tra gruppi della sinistra extraparlamentare. Negli anni ho riannodato i fili della memoria, i pezzi di un piccolo mosaico che mi ha permesso di raggiungere la vera verità che io conosco'.

La signora Angeli ha così affermato: 'Mio figlio è stato vittima di un commando di killer giunti da Roma a Milano, nel pieno del rapimento di Aldo Moro, in una città blindata da forze dell'ordine. Un omicidio su commissione di uomini dei servizi segreti'. Parole forti quella della madre di Fausto che gettano nuova luce sulla vicenda. La signora Angeli ha spiegato: 'Gli apparati dello Stato avevano affittato un appartamento al terzo piano del mio palazzo, in via Monte Nevoso 9, esattamente davanti all'appartamento in cui risiedevano appartenenti alle Brigate Rosse, responsabili del rapimento Moro, dove vennero rinvenuti i memoriali del presidente della Democrazia cristiana'.

La madre di Fausto, che in questi anni non è mai stata interrogata, ha poi raccontato: 'Prima del rapimento Moro e dell'omicidio di mio figlio, tra la fine del '77 e l'inizio del '78, la famiglia che occupava l'appartamento al terzo piano del mio palazzo venne mandata via d'urgenza con uno sfratto esecutivo. La casa era rimasta vuota per qualche settimana. A un certo punto la portinaia dello stabile, mentre puliva al terzo piano, vide alcune persone entrare nell'appartamento, si agitò e me ne parlò. E da allora ho cominciato a sentire rumori sulle scale specie di notte, fino a vedere attraverso lo spioncino persone che andavano al terzo piano con strani congegni, apparecchi fotografici'.

E ancora: 'Nessuno, oltre a me, si è domandato cosa stessero facendo quelle persone. Ho messo in relazione la presenza di quelle persone con alcuni fatti strani avvenuti prima dell'omicidio. Una ragazza venne a cercare mio figlio a casa mia. Quando la descrissi, mio figlio non la riconobbe come un'amica. Eravamo spiati, controllati, almeno due mesi prima'.

La signora Angeli ha infine affermato: 'Fausto e Iaio sono come un segreto di Stato... un depistaggio. Hanno scelto mio figlio perché abitava in via Monte Nevoso dove era in corso un'operazione coperta dei servizi, qualcosa che non doveva emergere'.

Foto: youtube.com

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