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Cassazione: no a Carabinieri con l’amante

Una relazione extraconiugale di un carabiniere getta discredito sull’Arma. Lo ha stabilito la Cassazione che, attraverso la sentenza 24414 della Prima Sezione Penale, ha confermato la condanna a quattro mesi di reclusione per Rosario B., appuntato dei carabinieri della stazione di Capaccio (Sa), sposato, ma con una relazione adultera intrattenuta con una donna del luogo, anch'essa coniugata.

L’imputato, ritenuto responsabile di insubordinazione, con minaccia ed ingiuria, ai danni di un luogotenente, comandante della stazione presso cui prestava servizio, era stato prosciolto dal giudice di primo grado, ma condannato dalla corte militare d’appello. L'appuntato aveva definito “bugiardo, infame e ladro” il suo superiore minacciando di rovesciargli addosso una scrivania, poichè il comandante gli aveva chiesto di troncare la relazione.

La Cassazione ha così rigettato il ricorso della difesa, confermando la sentenza della corte d’appello per la quale “l'intervento del luogotenetente era pertinente al servizio e alla disciplina consistendo nel richiamo all'osservanza del regolamento di disciplina militare, che prescrive di tenere in ogni circostanza una condotta esemplare a salvaguardia del prestigio delle Forze armate”, mentre “la relazione extraconiugale dell'imputato, di pubblico dominio nel territorio della stazione, arrecava evidente disdoro all'Arma benemerita”.

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