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Cassazione: Sì a "canne" per pastori in transumanza

La Suprema corte, con la sentenza 12146, ha respinto il ricorso con il quale la Procura di Trento chiedeva l'incriminazione di un pastore, il 45enne Giorgio D., contestando l'assoluzione pronunciata dal gup di Trento l'8 novembre 2007: La Cassazione ha giudicato "giustificata" l'abbondante scorta di marijuana, circa 38 grammi, che Giorgio aveva con sè in macchina mentre stava per partire, con le sue greggi, per un periodo di transumanza tra i monti e le campagne del Trentino Alto Adige.

"Non e' sufficiente la sussistenza di un solo parametro",scrive la Cassazione, quale "il superamento quantitativo dei limiti tabellarmente previsti", affinchè la "condotta di detenzione sia penalmente rilevante". Alla luce di ciò, e' stata ritenuta "plausibile la tesi difensiva di precostituzione di scorta per uso personale da parte dell'imputato, abituale assuntore di droghe leggere" conclude la Cassazione "al fine di consumo personale nel lungo periodo di permanenza solitaria in campagna e in montagna , ove doveva recarsi per le attività connesse alla transumanza di greggi di pecore".

"Le condizioni di un pastore in transumanza sono davvero difficili. Per non parlare delle condizioni precarie e del clima in cui si trovano a dover vivere anche per lunghi periodi. C'è chi fuma, chi beve, chi mangia e chi dorme" spiegano dall'Associazione Nazionale Pastori a "Il Messaggero" "In fondo, anche facendosi le "canne" non si fa male a nessuno. E' solo un modo per spezzare la solitudine".

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