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Celso Cioni, protesta interrotta: era pronto a darsi fuoco dentro la filiale di Bankitalia dell'Aquila

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Ha scelto una forma eclatante di protesta, il direttore della Camera di Commercio dell’Aquila, per ottenere ascolto sui media nazionali, portando avanti una battaglia a favore di una categoria a rischio collasso.

L'Aquila, retroscena inquietanti sulla ricostruzione post-terremoto

Protagonista del gesto, finalizzato ad ottenere risposte dalle autorità competenti ed in particolare del governo italiano, Celso Cioni, rappresentante dei commercianti aquilani ormai in ginocchio sotto l’azione combinata della crisi globale e del black out generale delle attività economiche nelle zone terremotate.

“Occorre rivedere le condizioni del sistema bancario, almeno nei paesi del cratere e all’interno della città ancora militarizzata”, ha affermato il promotore dell’iniziativa shock, dopo essersi barricato dentro il bagno di una filiale di Bankitalia dell’Aquila, annunciando al contempo l’intenzione di mettere mano all’accendino per dar fuoco alla benzina portata con sé, in caso di irruzione da parte delle forze dell’ordine.

L’obiettivo di Celso Cioni era in primis quello di rendere partecipe l’opinione pubblica della sofferenza dei cittadini abruzzesi, alcuni dei quali “hanno abbandonato la città” o peggio ancora “ricorrono alle cure psicologiche o psichiatriche” quando non al suicidio.

La clamorosa protesta si è protratta per alcune ore, per poi interrompersinel primo pomeriggio, quando lo stesso Cioni ha deciso di accettare un confronto col prefetto del comune capoluogo dell’Abruzzo, rilasciando interviste ai giornalisti presenti sul posto per spiegare meglio le ragioni dell’azione forte promossa nell’agenzia locale di Bankitalia. L’Aquila sta morendo, ha aggiunto il numero uno della Camera di Commercio territoriale, “bisogna far ripartire la città col lavoro”.

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