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Cesare Battisti, la procura brasiliana: 'Sia espulso in Francia o Messico'

  • LaPresse

Lo scorso giugno il Tribunale supremo federale brasiliano ha liberato l'ex terrorista Cesare Battisti (leggi la notizia) e negato la sua estradizione nel nostro Paese, ma adesso la procura Federale del Brasile, in un'azione civile pubblica, ha chiesto l'annullamento della concessione del suo visto di soggiorno permanente in Brasile e, quindi, la sua conseguente espulsione. Secondo quanto riferito dal quotidiano brasiliano Folha, il caso verrà giudicato dal 20mo distretto Federale.

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Il procuratore di Brasilia, Helio Heringer, che ha aperto il procedimento per la revoca del permesso di residenza all'ex terrorista, ha affermato che quello concesso dal governo brasiliano a Cesare Battisti è un visto illegale, in quanto la legge sugli stranieri prevede che non possa goderne chi ha commesso in un altro Paese crimini per i quali è prevista l'estradizione. Il giudice, tuttavia, non ha richiesto l'estradizione dell'ex terrorista in Italia, fatto che violerebbe la decisione del presidente della Repubblica, bensì in Francia o in Messico, ovvero i Paesi nei quali Battisti ha risieduto in passato. Oppure in qualunque altro Paese accetti di riceverlo.

Ricordiamo che Cesare Battisti è condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi commessi alla fine degli anni Settanta quando militava nei Proletari armati per il comunismo, omicidi che lui sostiene di non aver mai commesso. L'ex terrorista è stato arrestato a Rio de Janeiro nel marzo del 2007, dopo tre anni di latitanza. All'epoca l'Italia aveva chiesto l'estradizione sulla base della condanna all'ergastolo per gli omicidi commessi, ma gli avvocati di Battisti avevano chiesto la concessione del rifugio come perseguitato politico. Nel gennaio del 2009 l'allora ministro della Giustizia, Tarso Genro, aveva concesso l'asilo politico a Battisti. Mesi dopo i magistrati della Corte Suprema del Brasile hanno annullato l'asilo politico concesso da Genro sostenendo che i reati di Battisti non erano 'politici', ma comuni e quindi come tali dovevano essere esaminati. La Corte ha così approvato la richiesta di estradizione presentata dall'Italia, ma la parola finale spettava al presidente della nazione, all'epoca Luiz Inacio Lula da Silva. Il 31 dicembre 2010, ultimo giorno del suo mandato, Lula ha negato l'estradizione di Battisti in Italia (leggi la notizia).

Secondo Heringer, Lula, nel non concedere l'estradizione all'ex terrorista, ha preso una decisione politica che non annulla la sentenza della Corte Suprema nella quale si ritenevano gli omicidi di Battisti delitti comuni e non politici. Battisti ha un visto di residenza ad personam, non l'asilo come rifugiato. A tal proposito Heringer ha sottolineato che il visto in possesso di Battisti non si può concedere ad uno straniero processato o condannato in un altro Paese per reati che prevedono l'estradizione. L'ex terrorista, dunque, anche se non estradato, deve essere espulso dal Brasile.

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